letteratura nell' italia 1)1 mezzo. 167
Su, donna Gemma, con la farinata
E col buon vino e con l'ova recenti (1).
Che cosa di meno popolare, di più affettatamente provenzale di quegli altri del medesimo Rustico
Mercè, madonna, non m'abbandonate ;
Poiché vi piace ch'io mostri allegrezza;
Io aggio inteso che senza lo core (2) %
In quest'ultimo però il poeta si lascia prender la mano, alla fine; e dopo avere platonicamente e cavallerescamente concluso che
Insieme sta lo core e l'amor mio, scappa in quella uscita nè cavalleresca nè platonica,
Cosi vi fosse il corpo in terza parte!
Guido Orlandi vi fa un sonetto pieno di sdegno civile, e poi lui stesso vi scrive quella canzone (3)
Ragionando d'amore Mi convene laudare Vostro gentil impero Donna di gran valore. Voi siete la fior, pare, Di ben amare intero.....
Le due scuole, che chiameremo aristocratica e popolare, potrebbero avere per loro rappresentanti Dante da Maiano e Folgore da San Gimignano: i'una guarda tutta al passato, l'altra tutta al presente; l'una non sa staccarsi dalla maniera ormai convenzionale, e riduce l'arte aduna fredda e pedantesca imitazione; l'altra, folleggia, salta, si agita, si commuove, si adira, rappresenta la vita nelle sue varie passioni. E fra le due intanto, molti tentennano. Non sono certo seguaci della scuola provenzale Orlandino Orafo, Beroardo Notaio, Ser Cione, Monte da Firenze, Palla-raidesse (4), nè quando scrivono poesie politiche, nè quando poesie amorose; e neppure Meo Abbracciavacca o Pannuccio Pisano. Tanto gli uni che gli altri sentono, sebbene in misura ed in modo diverso, che si deve fare qualche cosa di nuovo, ma non sanno ancora esser nuovi; sentono i vizi dell'arte vecchia, ma non hanno forza di abbandonarla affatto; vorrebbero correggerla, ma con prudente cautela, perchè sono atterriti dalle licenze della scuola opposta. E' stanno in bilico più che possono, ma cascano pur qualche volta come tutti gli acrobati. A capo di costoro sta Guit-tone di Arezzo (1250 circa). Della stima che i contemporanei facevano di luì sono infinite le prove: molti gli indirizzavano poesie, Meo Abbracciavacca, Ubaldo di Marco, Anselmo da Ferrara, Ugo di Massa (5), ed altri; e di lui scrivevano parole
(1) roes. ital. inecl. I, 238.
(2) Nannucci, Man., I, 486, 87, 88.
(3) Poeti del primo sec., I, 266.
(4) Yed. in Poes. ital. ined., I, pagg. 182 segg.
(5) Yed. Poeti del primo secolo, II, pagg. 30, 56, 130, 143.