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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   506 LIBRO SECONDO. — PARTE II. — RACCONTO. I PROSATORI.
   paaca jocancloque nonnulla ..... singulse causai singulis ferme epistolis finiun-
   tur » (7).
   La prima attività letteraria di Sidonio si spiegò in poesia, e si lia di lui una raccolta di ventiquattro componimenti, tra i quali si hanno •panegirici, per Avito, per Maggior1 ano, e per Antemio, in esametri, con dediche in metro elegiaco; si hanno epistole in endecasillabi, ed anche in esametri, ed in metro elegiaco'; si hanno epitalami; e qualche poesia descrittiva in esametri. Dopo la sua elezione a vescovo, egli s. propose di rinunziare alle esercitazioni poetiche: « ab exordio religiosa professionis, egli dice, liuic principaliter exercit'o renuntiavi » (8). Ma ricadde, del resto, assai spesso nel suo gradito exercitium, giacche nella sua stessa raccolta epistolare noi troviamo frequentemente poetiche composizioni (0); e fatta persili menzione di poesie da lui improvvisate (10).
   L'ultimo epistolografo, di cui dobbiamo far cenno, è Mar/no Aurelio Cassiodoro Senatore, nato verso il sesto o settimo decennio del secolo quinto dell' Ara volgare nel Bruzio, da una antica famiglia romana, ove il padre e l'avo di lui si erano in faccende civili e di guerra segnalati. Egli ebbe un nobile ingegno e una svariata coltura, e toccò le più alte dignità politiche, giacché fu questore, console (a. 514 d. C.)'prefetto del pretorio (a. 534 d. C.) e via via; e fu spesso l'anima della corte degli Ostrogoti, occupando, per esempio, sotto Teodorico la carica di segretario, o meglio di primo ministro. Quasi settuagenario, dopo i fatti di Belisario, si ritrasse dalla vita pubblica e si ridusse in un chiostro (Monasterium Vivariense), da lui a poca distanza de'la sua patria (Scyllacium) fondato, dove spese il tempo negli studj, ed in lavori teologici, istorici e grammaticali, Ano alla morte, che lo incolse in età assai inoltrata. L'opera sua, per cui s'è a questo luogo preso a discorrere di lui, è quella di cui il titolo suona « Vuriarum (epitoiaium) libri XII; nei primi dieci dei quali Cassiodoro scrive sempre a nome del principe che allora regnasse, e solo nei due altri parla a nome proprio. Questa raccolta epistolare egli la fece, come dalla sua prefazione stessa risulta, negh ultimi anni della sua vita polit'ca, per aderire alle preghiere di coloro che insistevano presso di lui, perchè egli venisse mediante essa raccolta a dare un ragguaglio storico della sua condotta politica ed amministrativa, ed insieme un modello, che gii altri potessero imitare, di epistolografìa diplomatica. È una raccolta propriamente di un quattrocentosettanta all'incirca tra ordini, rescritti e formole, in una disposizione che non si può certo dire rigorosamente cronologica, ma che pure alla cronologia ha più o meno riguardo. 11 titolo Varice che egli vi pose gli fu suggerito cosi dalla varietà della materia, come dalla differenza di linguaggio e di tono de'raccolti ordini risponde alla differenza delle persone a cui sono diretti. Nella prefazione Cassiodoro allega, a giustificazione delie imperfezioni letterarie della sua raccolta, la fretta con cui le singole parti ne furono all'occasione composte; sennonché, è pur evidente che egli ha voluto sollevarle col farvi sfoggio cri dottrina e di coltura. L'intonazione difatti è esagerata, retorica, declamatoria, e di una ricercata eloquenza. In quanto poi al contenuto, è esso di grandissimo rilievo, per la cognizione del regno ostrogotico.
   Bibliografia. a) Simmaco.
   Il priucipal manoscritto delle lettere è il parigino del S. X.
   Le edizioni da rammentare sono quella Ex offlc. J. Schotti, Argentorati 1510 — Basi-lese 1549 — restit. cura et studio fr. Jureti, Parisiis 1580, 1004 — ree. et aux. I. Lectius, Genevse 1587, 1598 ete. — e recons. Scioppii, Moguntise 1508 — ex recons. I. Ph. Farei, Neu-stadt a. d. H. 1617 (cum Lexico Symm.) etc.
   Vedasi Gurlitt, Susiana ad Symm. ed., Hamburg 1816-18 — Morin, étude sur la vie et Ics écrits de Symm., Paris 1847.
   b) Paolino.
   Le edizioni notevoli delle opere di Paolino sono quella di Rosweyd (Anfwerp. 1622), di Chifilot, (Dìjon 1662), di Lobrun des Mareltes (Paris 1685), di L..-A. Muratori (Verona 1736) — Carmem eucharisticum prolegomenis et adnot ili. ed L. Leipziger, Breslau 1858 —