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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   capitolo iy.
   92. Cicerone.
   Le quattro pervenuteci raccolte delle lettere di Cicerone contengono in tutto 864 lettere, comprese però 90 dirette a lui da altri. La più antica risale allanno 686 di R. (68 a. C.) e la più recente è del 28 luglio 711: nessuna è riferibile all'epoca del consolato. Le sue lettere (quibus nihil est perfectius, diceva Frontone) (1), Cicerone non le raccolse egli stesso, e molto meno le pubblicò. Ma è bensi vero che prima della sua morte egli pensava di accondiscendere al desider o degli amici, facendone egli la raccolta. Scriveva difatti ad Attico nel 710 (2); « Mearum episto-larum nulla est o-uvft&^J sed habet Tiro instar LXX. Et quidem sunt a te qusedam sumendae. Eas ego oportet perspiciam, corrigam; tum denique edentur ». E tià alpi il 708 scriveva al suo Tirone (3): « Tuas quoque epistolas vis referri in volum ria ». Dopo la morte del grande oratore J furono naturalmente fatte ampie raccolte, che erano insieme atte ad appagare l'ammirazione devota che S aveva per lui, e la speculazione libraria. Già Cornelio, nella vita di Attico, dice d'aver fatti « sedec m volumina epistolarum ab consolatu ejus usque ad extremum tempus ad Atticum ni issa,rum », ed aggiunge anzi che a leggerle ci si trova quasi una « 1 storiam con-textam illorum temporum ». Ma una ben lunga serie di altre raccolte, delle qua1! adesso non rimangono che mìseri frammenti (4), vediamo esservi stata, dalle citazioni che si trovano, or d'una or d'un'altra raccolta, in Macrobio, in Carisio, in Quintiliano, in Svetonio, e principalmente in Nonio Marcello. Si trova, per esempio, menzionato un secondo libro di lettere a Cornelio Nipote, un nono di lettere a Bruto, un nono ad Irzio, un quarto a Pompeo, un terzo a Cesare, un terzo ad Cesarem juniorem, un terzo a Pansa^ un secondo ad Axio, un secondo al figlio, e cosi via. Ed in Plutarco (5) si parla anche di lettere in greco, noà? ttoo? ne'Wa tov Bu- -
   e«vriov, ecc., Sia che facessero raccolta a parte, 0 che fossero scorporate alle altre raccolte.
   Le raccolte a noi pervenute sono :
   1) ad familiares', sedici libri, riferibili ai venti anni che corsero dal 691 alla morte, ordinaui, ad eccez. 3ne del libro XIII, seconde le persone cui le lettere sono dirette, e senza costante ordine cronologico. Il titolo originario della raccolta non è ben sicuro, ma di certo non è quello ad diversos, che non è di buon latino. Chi la abbia pubblicata non è certo, ma pare probabile sia stato Tirone; il quale già, come s'è v:.sto, aveva chiesto a Cicerone che nella raccolta delle sue lettere ci mettesse pure le lettere che aveva dirette a lui. Ed infatti il libro XYI si può proprio dire fatto a tutto beneficio di Tirone, giacché contiene anche le lettere più insignificanti a lui scritte da M. Tullio, e qualcheduna anche che è diretta a Tirone, ma non è di M. Tullio, come pure qualchedun' altra che parla di Tirone, ma non è diretta a lui; e tutto ciò dà indizio che la raccolta sia stata fatta da Tirone stesso. D5 più, mentre in questa sonovi lettere di altre persone dirette al grande oratore, non ve n'è però nessuna di Tirone stesso , a quel modo che in quella delle lettere ad Attico, che certamente proviene da Attico stesso, non si trova alcuna lettera di Attico. Del resto queste due raccolte non sono fatte senza connessione tra loro. La-