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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   capitolo iii. — i romanzieri.
   499
   tore eli tutte le orgie di Nerone, e il maestro degli spassi: eleganliae arbiter. Tutte coleste cose, die di costui dice Tacito, quadrerebbero bene all'autore del Satìricon; * sennonché quel che guasta è che Tacito non accenna clic il suo C. Petronio fosse scrittore, anzi pare in certo modo escluderlo (3). È vero che si potrebbe credere che agli occhi del severo Tacito non dovesse parer degna di considerazione un'opera di letteratura amena e leggiera; ma è pur naturale che cotest'opera avrebb'egli ad ogni modo dovuta citarla come segno caratteristico dell' indole del suo C. Petronio; al quale inoltre non si sarebbe più bene applicato, quando fosse stato autore di una tale opera, il biasimo che egli gli dà di « dies per somnum transigere ». Non si sa dunque che coja pensare dell'autore del Satiricon ; e quasi quasi si sarebbe indotti a sospettare che quest'opera uscisse fuori dapprima anonima, e poi le si assegnasse per amore quel C. Petronio di Tacito, che, come questi lo descrive, pareva fatto apposta per esserne creduto autore, e a lui poi si affibbiasse anche il soprannome di ArMter in conseguenza della designazione di elegantiae arbiter, che gli dà Tacito.
   (1) XXIII, 155 seg,
   (2) Ann. XVI. 17.
   (3) Giacché non può punto essere una cosa col Satiricon quel libercolo che Tacito dice aver C. Petronio fatto per uso di Nerone, ove « flagitia principis sub nominibus oxoleto-rum teminarumque et novitatem cuiusque stupri perscripsit ».
   Bibliografia.
   L'edizione principe è la veneta del '49G Notevole è l'edizione, più volte ristampata di Dousa (Leyden 1586). e di Gonzalez de Salas (Francoforte 1629). La Cena di Trimalcione fu edita la prima volta a Padova (16G4\ 3 meglio poi a Amsterdam (1670). — La prima edizione critica è quella di Buechler (Berlino 1862). Il testo con traduzion francese, e con un'introduzione sull'opera e l'autore,dòtte HtSgnin de Guerte (Parigi 1800). Di proposito si è occupato di Petronio l'americano Beck (V. The age of Petronius Arbiter, Cambridge (d'America) (1856). Notiamo pure E. Ludwig, de Petronii sermone plebeio (Lipsia 1870, 39 pp.).
   g 91. L. Apuleio.
   Nell'età degli Antonini cade L. Apuleio, o Appuleio, com' hanno alcune iscrizioni, nato a Madaura in Africa, verso il 125 d. C., ed educato a Cartagine e ad Atene Fece molti viaggi, tra gli altri anche a Roma, se' ìpando così il suo piccolo avere: viriculas patrimonii, com'egli dice (1). Viaggiando da Madaura ad Alessandria restò ammalato ad Oea (Tripoli), ove entrò in relazione con una ricca vedova, Emilia Pudentilla, e la sposò, quantunque la fosse assai più attempata di lui. Di che disgustato il parentado di lei, accusò lui, presso il proconsole Claudio Massimo, d'averla seaotta con arti magiche Con la sua Apologia (v. sopra) si fé assolvere, a quel che pare; tuttavia si ridusse a Cartagine, di dove poi andava ogni tanto per l'Africa a far lucroso esercizio della sua eloquenza Ebbe a Cartagine, come già aveva avuto a Oea ed altrove, l'onore d'una statua. Quanto poi alle ulteriori vicende della sua vita, e quanto alla sua morte, nulla si sa. L'ine dente del suo processo ad Oea gii procurò, dicono parecchi, la fama di mago e di taumaturgo, e l'onore dì essere da molti paragonato, insieme a Apollonio Tianeo e agli altri in voce di maghi, anzi spesso preferito, a Gesù Cristo (2). Sennonché il suo processo stesso non si spiegherebbe se non ci fosse stato in lui qualche cosa da dare realmente appiglio alla riputazione di mago. Pifatti egli avea cura di mostrare, e sin di ostentare, molta pietà e molta diligenza nelle pratiche di^ote; s'era nei suoi viaggi fatto iniziale a tutu, i m.jtei' ; e spiccata tendenza mostrava per il neoplatonismo e per tutte le velie. .,à mistiche di questo. Oltreché egli teneva molto a farsi vedere avversario del cristianesimo (3).