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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   capitolo li. —» gli oratori ed i retori. 495
   ed a maestro ebbe, tra gli altri, Quintiliano. Militò ventenne in Sina, a trentun anno ebbe la pretura $3 d. C.) Trajano gli diè la dignità consolare, l'anno 100 d. C. Qualche anno dopo fu proconsole della Eitinia e del Ponto, ed in tale occasione ebbe ad occuparsi delle agitazioni dei Cristiani, ed a 1 ferme all'imperatore (Ep. X, 97). E del resto, ebbe anche parecchie altre cariche; com ebbe altresì molti amici, e i più illustri del tempo suo. Debole di corpo, era mi dissimo e gentae di animo, appassionato d'ogni cosa buona e bella, e per ogni fine onesto e nobile prodigo di sue molte ricchezze. Il che certo non vuol dire ciie qualche neo, come ad esempio un po' troppo di vanità, non fosse nel suo carattere. E'tòe tre mogli, l'ultima delle quali fu Calpurnia, donna non comune. Ma da nessuna jebbe figli. Morì forse qualche anno dopo il 110 d. C. (1)
   Si provò molto Plinio nella poesia; a quattordici anni fece una tragedia greca ; e poi via via venne componendo poesie in molti e diversi metri, tra gli altri un volume di endecasillabi. Del resto attese poi molto all'eloquenza. A diciannove anni esordi come oratore giudiziale. Soleva le orazioni, dopo averle recitate, rifarle e ampliarle a tutto agio per quindi pubblicarle. Ma nulla ce n' è arrivato, fuorché il discorso di lode a Trajano, tenuto per incarico del senato il 1.° Settembre dell'anno 100 d. C., che già in Sidonio Apollinare (2) si trova chiamato col nome ora famoso di Panegirico. Ed infatti narra esso la vita e le gesta civili e militari dell'imperatore.
   Fu anche Plinio, come a suo luogo discorreremo, grande selettore d: lettere.
   (1) Veggasi: Masson, G. PI... vita o~d. chron. digesta, Amst. 1709; Tanzmann, de PI. vita ing. moribus, Breslau 1865; Mcmmsen, z Lebensgesch. d. jv,ng. Plinius. nell'Hermes, III, p. 31-114.
   (2) Ep., Vili, 10.
   Bibliografia
   Il panegirico ci è giunto in due redazioni, entrambe guaste , rappresentata, la più antica, dai palimpsesti bobbiesi (sec. VI-VIII), l'altra dai codici del quattrocento, mettenti capo tutti a un codice visto a Magonza dall'Aurispa.
   Prima ancora che con le altre opere di Plinio, il panegirico fu edito assieme agli altri Panegyrici veteres; p. es dal Puteolano, dal Cuspiniano ecc. Burnouf ne fece un'edizione con traduzione e note francesi a Parigi 1841, e un'edizione annotata il Duebner (Ibid. 1843). L'Alfieri, scontento dell'opera pliniana, mise giù, al modo che secondo lui avrebbe dovuto tener Plinio, un Panegirico a Trajano.
   § 88. M. Cornelio Frontone, L. Apuleio ed altri.
   Parecchi oratori si trovano rammentati in Plinio, come Pompeo Saturnino e Voconio Romano, ed in altri autori; e di alcun altro si trova, come del declamatore P. Amilo Floro, qualche discreto frammento (1). Dei tempi di Adriano, declamatore esso stesso, come altri imperatori furono, sono assai rinomati i retori Antonio Giuliano e T. Castricio, e quindi Antonio Polemone e Favorino, di Arles, autore altresì di scritti d'ogni maniera (2). Ma il più notevole di tutti è Frontone, di Cirta, (vissuto forse tra il 90 e il 168 di C.), già sotto Adriano illustre oratore, e maestro poi, sotto Antonino Pio, di M. Aurelio e di Lucio Vero, e console nel 143 d. C. Perdè l'un dopo l'altro cinque figli, e sempre ognun d'essi prima che l'altro nascesse. Gli restò da ultimo una figlia, nominata Grazia come la madre, e maritata a C. Aufidio Vittorino, a cui dette due figli; l'un dei quali, Vittorino Frontone, fu educato presso l'avo, l'altro a tre anni-mori in Germania. Fu Frontone di pochissima salute, e soprattutto pare soffrisse di dolori articolari.
   Vantai Frontone c; an no disinteressato, dignitoso, grato, leale, e costante verso gli aniici, anche se caduti in basso. E certo, la tenera affezione che per lui ser^