Stai consultando: 'Storia della Letteratura Romana ', Cesare Tamagni

   

Pagina (508/608)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (508/608)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   m
   libro secondo. — parte ii. — racconto. i prosatori.
   Bibliografia.
   Rimandando pei manoscritti di Cicerone ai ragguagli che se ne ùanno nelle più riputate edizioni, come pure nello scritto speciale di C. Halm (z. Eandsftkunde d. eie. Schr., Miin-chen 1850), notiamo, tra le moltissime edizioni generali delle opere tutte del grande oratore, l'edizione principe milanese del 1498, quella del Lambino (Parigi, 1506), l'edizione incompleta di Gasparo Garatoni (Napoli, 1777), quella di Oreili (Zurigo, 1820, ecc.), rilatta poi in partedalui or con lìalm, or con Baiter, orda questi due (voi. quattro, Zurigo, 1845, 1854-56, 1845, 1861 ; con un'appendice consacrata ai deperditorum fragmenta, nel 1862). La prima edi iicnc aveva un volume quinto di scoliasti, e ud sesto, settimo ed ottavo, consacrati al riputatissimo Ouomasticon Tullianu,n. In undici volumi è l'edizione di Klotz (2.a Lipsia Teubner, 1863-1871), come pure di Baiter e Kayser (Lipsia Tauchnitz, 1801-1869). Una egregia scelta delle orazioni, annotata per le scuole, è quella di Halm, che fa parte della* collezione di Weidmann Noverare anche le sole principali delle edizioni delle singole ^pere? e le traduzioni, sarebbe cosa infinita. Il principale e più antico scoliasta di Cicerone fu \scomo Pediano.
   § 83. Rutilio Lupo, L. Cesilo Pio, M. l'orcio Latrone ed altri.
   Rutilio Lupo compendiò (1) un'opera sulle figure retoriche del greco Gorgia (ùon il sofista Leontino, ma un contemporaneo di esso Rutilio), ìiducendola da quattro libri in un solo, come avverte Quintiliano (2). Noi però abbiamo ora 1 compendio Rutiliano diviso in due libri; oltreché non lo possediamo neanche intero, non avendo noi che la parte relativa alle figure di parole (schemata lexeos), sman tasi quelle sulle figure di pensiero (schemata dianoeas), che pure troviam citata da Quintiliano (3) f).
   Nulla ci è giunto, se non che ragguagli e sentenze che ce ne riferisce Seneca, dei celebrati retori L.Cesilo Pio (705-770 d. R.), greco, anticiceroniano; e di M. Porcio Latrone (696-750 d. R.), spagnuolo, maestro di Ovidio (e non autore, certamente, della Declamalio in Sallusiium attribuitagli), e di Q. Arellio Fusco, altro maestro di Ovidio. Pur da £*eneca e da Svetonio sappiamo del novarese C. Albucio Silo oratore; e da Seneca è anche rammentato con lode L. Oiunio Oallione declamatore, e l'oratore e declamatore Vozieno Montano, esiliato da Tiberio alle isole baleari, ove dopo due anni mori (781 d. R.), e Blando, e O. Otone, ed altri dei quali nulla ci resta.
   (1) Che sia compendio il suo, egli stesso l'accenna (II, 12).
   (2) Inst, Or. IX, 2, 102.
   (3) IX, 2, 103 e 106.
   (') Dell'opera dì Lupo notiamo l'edizione di Ruhnken , Lugd. Bat. 1768 (Lipsia 1831) e l'edizioné scolastica di Jacob (Lubeck 18ìi7). Cfr. Dzialas, Quaest. Rutil. (Breslau 1860), e Rhetorum antiqu. de figuris doctrina (Breslau 1869), e Schmidt, de Rutilio Lupo (Breslau 1865),
   § 84. Anneo Seneca.
   A Cordova nacque di buona condizione Anneo Seneca, di cui ci è ignoto il prenome. Quando Cicerone mori (711) egli era già giovanetto, ed era ancor vivo quando mori Tiberio (790); cosicché si può dire che percorresse tutto il secolo ottavo. E così conobbe moltissimi oratori e retori. Sposò in età già matura, a Cordova, una Ilelvia, cui egli dice « bene in antiqua et severa institutam domo », e dalla, quale ebbe tre figli, Novato, adottato poi da Gallione , Lucio il filosofo (che poi ne scrisse una vita, perduta per noi) e Mela padre pi Lucano, Compose moltj.ssi. qo opere, ma tutte andarono perdute, fuorché quella che compose nella vecchiaia avanzata, a richiesta dei figli, sotto il titolo « oratorum et rhetorum senientice, divisiones, co-lores » dove, col aoccorso della sua memoria certamente fenomenale, raccoglie i