capitolo lo i. — gli storici.
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Abbiamo notevolissima la collezione degli Scriptores historice Augustce, la quale abbraccia le biografie dei Cesari da Adriano a Numeriano (a 117-284), salvo che è perduta la parte relativa agli anni 244-253. Quando la raccolta fosse fatta non si sa; nè dei sei autori che vi lian contributo s può nettamente separare la parte che a ciascuno spetti. Comune han di certo una discreta diligenza, ed insieme molta grettezza. Pare ad ogni modo che di Elio Sparziano sien le vite di Adriano, Elio Vero, Settimio Severo, Pesceunio Kigro, e forse quelle di Pio, Marco, Vero, Albino e Macrino; di Vulcazio Gallicano quelle di Avidio Cassio; di Trebellio Pollioné quelle dei due Valenani, dei due Gallieni, di quelli da lui dett i trenta tiranni, e quella di Claudio. Cotesti primi tre sembrano doversi r fenre a tempi dì Diocleziano. Ai tempi di Costantino sì devono invece riferire gli altri tre collaboratori, Flavio Vopisco da Siracusa, Elio Lampridio, Giulio Capitolino. Al primo sono ascritte le biografie di Aureliano, Tacito e Floriano; dei quattro usurpato/ Fermo, Saturnino, Procolo e Bonoso, di Probo, di Caro e suoi figli; al secondo quelle di Elioga-balo e d'Alessandro; all'ultimo quelle de'due Massimi, dei tre Gordiani^ di Massimo e Balbino.
L'attingere che cotesti scrittori fanno per lo più a buone fonti, l'essere per molti ordini di fatti essi soli le fonti nostre, e parecchi loro meriti intrinseci, ci rendono cotesta collezione di « vitae diversorum principum et tyrannorum a d. Hadn u. ad Num. a diversis composita} » (4) non poco pregevole.
Di un Q. Settimio si ha una « Ephemeris de bello trojano », in sei libri, che l'autore p ce tradotta dall'originale greco della cronaca in pfioeniceis litteris di Diktys, amico di Idomeneo, trovata a Creta, in seguito d'un tremuoto, nella tomba di esso Diktys (!). S'a l'opera veramente tradotta, od altro, di certo è dedicata a un Q. Aradio Rufino; e così per le notizie che si hanno sopra un tal nome, come per lo stile della favolosa cronaca, siam condotti a collocare questa nella prima metà del s. IV d. C. Ad ogni modo essa fu molto usata, specie come complemento all'altra tanto usufruita di Darete, nel medio evo (5)
(1) La prima edizione, unita al Floro, è del Salmasio (Leyden 1638), secondo un co^ dice ora perduto. A parte l'Ampelio fu pubblicato da Tzschucke, con note (Lips. 1793) ; da Beck, con commenti (Lips. 1826); dal nostro venerando Pietro Canal, con eraendaz. e note (Venezia 1811); e da Wòlfilin (Lips. 1854), appresso al Floro del Ralm.
(2) Non vi è dell'Ossequente nessun manoscritto più; la base ne è per noi l'edizione principe aldina (Ven. 15Ò8, con Plinio il giov.) Dopo la ripubblicarono Scheffer, Oudendorp, Kapp, e ultimamente Jahn (Lipsia, 1853).
(3) V. Tac. Ann. IV, 53; Plin. H. N. VII. 8.
(4) Questo è il titolo che la collezione ha nei manoscritti. I quali, Siccome han tutti uua identica lacuna, van riferiti tutti a una sola fonte. Principali sono il bamb erghe^e del s. IX e il palatino del s. X o XI. L'ordine in cui le vite vi son contenute è un po'cronologico, un po'secondo gli autori. — L'edizion principe è quella dell'Accursio (Milano 1475); delle edizioni moderne notiamo quella di Jordan e Eyssenhardt (Berlino 1864), e quella di Peter (Lips. Teubn. 1865), e quella del nostro Vallauri (Torino 1853). — Fra i parecchi lavori critiu concernenti gli Scriptores h. a. Va mentovato quello di Dircksen (Leipz. 1842) intitolato d. S. h. a. Andeutgen z. Textkritik u. Ausleg. ders., e quello di Pauclccr, de la-tinitate s. h. a. meietemata (Dorpat 1870, 214 pp.)
(5) Il migl ore e più antico mss. ò sangallese, del s. IX. Le edizioni stampate uniscono per lo più Settimio a Darete.
§ 81. Aurelio Vittore, Eutropio, Rufo Pesto, Ammiano Marcellino e Orcsio.
Abbiamo di Sesto Aurelio Vittore una breve storia dei Cesari sino a Costanzio, sotto 1 quale pare l' autore scrivesse (1). Amroiano (2j parla di un ittore storico, che l'imperator G iuliano, conosciutolo a Sirmio, fece venire a sè e nominò gover-