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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   capitolo i. — gli storici.
   485
   1.°, De vita Caesarum, libri otto, di cui ognun de' primi sei contiene la biografia di uno de' primi sei Cesari da Giulio Cesare a Nerone, il settimo contien le biografie dei tre dell'anno 69, l'ottavo quelle dei tre Flavii. Son vere biografie) senza gran finezza psicologica, e senza grande considerazione della storia politica generale ; non senza però un alto senso morale Tra le fonti a cui, con molta diligenza, Svetonio ha attinto, -ion c'è VelJejo, Giuseppe e Plutarco, co' quali non di rado trovasi in contraddizione; Tacito nonio considera troppo, ma nonne discorda L'opera è dedicata al prefetto del pretorio C. Settioio Claro, che fu, in carica tra il 119 ed il 121; quindi fu composta su per giù verso tal epoca.
   2.° De viris illustribus, opera limitata solo agli uomini illustri'ietterai amente, ed ai soli romani. Era divisa in tante categorie, de poetis, de oratoribus, de histc-ricis, de philosophis, de grammaticis et rhetoribus; ognuna delle quali cominciava col dare in succinto la stcì.a più antica del genere letterario a cui si riferiva, e dopo ne trattava in ordine cronologico i principali e maturi rappresentanti; movendo, per esempio, nell'oratoria da Cicerone, a quel che pare ; nella storiografia da Sallustio.
   Delle prime parti dell'opera non s'han che gli estratti di Diomede e di S. Gerolamo; della parte poi de poetis si hanno le vite di Terenzio, Orazio, Lucano nei manoscritti delle rispettive opere di costoro; della parte de historicis la vita di Plinio il vecchio; della parte de gramm. et rhet, che stimolò dipiù l'interesse dei grammatici, c'è l'indice, e venticinque vile (sopra le trentasei che erano in origine), serbateci da copie di quel tal manoscritto di llenoch, ov' è anche la Germania e il Dialogo di Tacito.
   (1) Svet. Ner. 57 in fine, Domiz. 12.
   (2) Suida, II. p. 1190 Bernh.
   Biéliowra^ia.
   a) Codici.
   I manoscritti han tutti le stesse lacune, derivan quindi dallo stesso archetipo, non scevro al certo di errori e interpolazioni. Il più antico e il migliore è il Memmiano, ora a Parigi, del s. IX; vien dopo il Vaticano del s. XI o XII, e il Mediceo te^zo del s. XI. Nu-meros ma insignificanti son quelli del quattrocento.
   b) Edizioni.
   Tre sono le edizioni principi, due romane del 1470, una veneta del 1471. Notevoli son poi quella del Beroaldo (Bologna, 1493, 1506), del Burmann (Amst 1736), del Bremi (Zurigo, 1800, 1820), del Bauragarten-Crusius (Lip. '816), dell'Hasc (Parigi 1820), e del Rotb (Lips. Teub. 1858).
   c) Scritti varii.
   Notiamo Thiram, de usu'atque clocutione C. Suet. Tranqu., Kònigsberg 1867,98 pagg. — O. Suet. T. prceter lib. d. V. Caes. reliquiae, ree. disp. qurest. Suet. illustr. Aug. Reif-ferscheid, Lipsia 1859, in-8.° — Lebensbeschreibungen beriihmter Romer (Text mit Uebers. u. Erlaut.) von H. Dórgens, Leipzig 1863— Sveton's Leben Caesars (Text m, U. u. Anmerk.) von H. Dorgcns 1864. — Miller, Mélanges de litt greoque (Parigi 1868; p. 435 sog. (cfr. p. 395 seg.) — Suet. de gramm. et rhet, libelli... ree. et adn. crit. instr. F. Osann, Gies-sen 1851.