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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   482 libro secondo. — parte li. — racconto. i prosatori.
   quindi colà dove le Ilistorice incominciavano; concepiti però in forma assai men larga di quelle, anzi in forma annalistica addirittura , come è ancora confermato dalle confessioni dell'autore (5), e dall'accennarli che fa col nome annales (6), che fu poscia appiccato anche al titolo dell'opera. Dei sedici libri soltanto i primi quattro , parte del quinto e del sesto, e gli ultimi sei,, non senza lacune sul principio e alla fine di essi, ce ne rimangono: il resto è andato perduto, cioè tutto il regno di Caligola, il principio, lino all' anno 47, di quello di Claudio, e i due ultimi anni di quel di Nerone (7).
   Era intenzione di Tacito, quando scriveva le storie (I, 1), di trattare nella vecchiaia anche il regno di Nerva e di Trajano; e quando scriveva gli Annali fili, 21). si proponeva invece di rimontare indietro e trattar dell'età augustea: « cetera il-lius aetatis meinorabo, si, efiectis in qufe tetendi, plures ad curas vitam produxero » egli dice. Ma la morte non gli lasciò far nuli' altro. Chè quanto al liber facetiarum che Fulgenzio gli attribuisce, sarebbe davvero una faceta il parlarne.
   (1) Per lungo tempo si considerò come solo autentico il testo trasmessoci dal Puteo-lauo, il qual testo poi si è visto non esser altro che quel clic risulta dai due codici vati^ cani del XV s, nei quali l'Agricola si trova. V. l'edizione critica di F. C. Wex (Brann-schweig 1852, 338 pp.),e quella di Kritz (Berlino 18b9 e 1865). Tradusse in francese l'Agi'. Luigi Napoleone (Firenze 1829),in tedesco il Dòderloin (Aarau 1817) e il Nissen (Hamburg 1847).
   ^2) V. Germ. c.37.— I mss. della Germania, come pure del dialogo de or. e del framm. de gramm. et rhet. di Svetonio, rimontan tutti a una copia, forse del s. XIII, di un mssi di Fulda del s. Vili o IX. La Germania ha avuto moltissime edizioni, traduzioni, e commenti, anche per rispetto ai dati geografici ed etnologici che contiene. Si vegga Teuffel 2, pag, 750-52.
   (3) V. Nissen, Rhein. Mus. XXVI, p. 508-544. — 11 codice fondamentale delle Hist. è il Mediceo II (originariamente Cassinese, del sec. XI), già pur esso non scevro d'interpolazioni.
   (4) Ann. Il 01.
   (5) Vedi Ann, IV, 71____ni mihi destinatum foret suum quseque in annum referre, ave-
   bat animus anteire statimoue memorare exitus, etc.
   (6) Vedi Ann. IV, 32; cfr. Ili, 65; XIII, 31.
   (7) 1 libri I-IV, e le parti residue del 1. V. e VI, si debbono al codice Mediceo I, del sec. XI, proveniente dal chiostro di Corvey; gli ultimi sei libri ci vengono dallo stesso Mediceo li, dal quale abbiamo le Historiee. — Egregie sono le edizioni: di Nipperdcy, ìl due volumi, più volte ristampata ; di Otto, i primi sei libri largamente commentati, Magonza 1854 ; di Orelli e Baiter, Zurìgo 1859; di Draeger, in duo volumi, Lipsia Teubner 1868-69. — Ci sia lecito ricordare qui le Annotazioni agli Annali ed alle storie di Tacito del Borghesi, Op. V, p. 287-328.
   Bibliografia.
   Le edizioni delle opere di Tacito sono innumerevoli. L'edizion prinicipe è quella di Vin-delino da Spira, verso il 1470, La prima completa è quella del Beroaldo, Roma 1515, ecc. — Son da notare quella del B. Renanu, Basilea 151S; di G. Lipsio, Antverp. 1574, e spesso ristampata; le molte di Francesco Ritter; quella dell'Orelli, Zurigo 1346.
   Traduzione ciassica italiana è quella del Davanzati, felice assai spesso, ma non dirado colpevole d'aver cancellato ciò che vi è di più caratteristico nello stile tacitesco, per poter riuscire corta, se non breve, quanto e più del testo. Non si deve dimenticare la traduzione del Brlbo Tra le tedesche citeremo quella del Ritter (Lipsia, 1364-68, 4 voi.)
   § 76. Q. Curzio Rufo.
   Otto libri (eran dieci, ma i primi due andarono perduti) Historire Alexandri Magni ci restano di un Q. Curzio Rufo: della cui età contendono gli eruditi, ponen-