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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   capitolo i. — gli storici.
   481
   § 75. Cornelio Tauito.
   Il prenome di Cornelio Tacito ci è ignoto. Publio Si trova in manoscritti, ma è di mano moderna; Cajo è probabilmente dovuto a un equivoco prodotto dalla iniziale del nome gentile. Keppur la patria di lui ci è ben nota, giacché la credenza eli'egli fosse di Interamna (oggi Terni) non ha fondamento se non su questo, che l'imperatore Tacito (a. 275-76 d, C.) di Interamna, si teneva discendente dal grande storico e ordinò se ne copiassero le opere dieci volte all'anno e si ponessero nelle biblioteche (1). Ma nulla certamente prova che 1 mperatore avesse ragione a tener lo storico per suo antenato; che del resto poi potè anche escere suo antenato senz' essere nato pur egli ad Interamna. Potè essere addi: ttura, non che altro, romano; anzi quel chiamar con isdegno Sejano « municipalis adulter », che egli fa negli Annali (2), è appunto più da romano che da nativo di un municipio. Plinio il vecchio (3) paria di un figlio di un Cornelio Tacito ec/uitis romani, il quale figlio può essere (il tempo si adatterebbe per l'appunto) il padre del nostro storico. Ad ogni modo Tacito, tutto ce lo dimostra, fu di casa assai cospicua.
   Neanche l'anno di sua nascita siamo in grado di precisare: solo da più indizj ci risulta che egli verso l'anno 76 e 77 d. Cr. era juvenis admodum (4), che vuol dire poco più o poóo men che ventenne.
   p) Flavio Vopisco, Tac. 10, 3.
   (2) IV. 3.
   (3) N. H. VII, 17, 76.
   (4) Dial. de orat. — Agric. 9.
   B) Opere.
   L'opera più giovanile di Tacito è il dialogo de oratoribus, di cui a suo tempo si parlerà. Dopo di essa è il libro « de vita et moribus Julii Agricolae », i<. suo suocero cioè; libro composto sul principio del regno di Trajano (98 d. C.), che risente g5a l'influsso di Sallustio e si avvia verso quella maniera che poi divenne così caratteristica di Tacito ; mentre invece il detto dialogo sugli oratori mostra recente nel-1' autore l'impressione dello studio di Cicerone. Vi è nella Vita d'Agricola un certo fare oratorio, ma in fondo essa è certamente una biografia storica fi).
   Fra il secondo consolato di Trajano (98 d. C.) ed il terzo (100 d. C,) deve essere stata compiuta e pubblicata la monografìa etnografica sulla Germania (2), scrita forse con l'intento che andasse unita, come appendice, alle Historise; e dopo (per la materia troppo speciale ed abbondante, e per l'indirizzo etico-oratorio a cui l'autore la volse, contrapponendo alla corruzione dell'avanzata civiltà romana la semplice e ruvida onestà dei barbari Germani) messa a far parte per sé stessa. Del resto nè un lillico romanzo, nè un opuscolo politico per distórre Trajano dall'andar contro la Germania, voile far Tacito, bensì un'opera storica; mosso egli dall'alto e nuovo interesse che cominciava ad ispirare allora quel popolo e quel paeee, maggiore fosse in lui che per doveri di ufficio li aveva visti più davvicino.
   Accennate già nell'Agricola, e pubblicate certo dopo la morte di Nerva (98 d. G.\ son le Historise, che dovevan contenere la narrazione del regno di Galba, Otoiie, Vi-tellio, Vespasiano, Tito e Domiziano (69-96 d. C.), in quattordici libri, de' quali però solo i prini quattro e parte del quinto, vale a dire all'incirca quanto concerne i due primi anni, ce ne rimangono. Molto si è disputato sulle fonti a cui Tacito attinse. ma orma sembra plausibile eh' egli siasi principalmente fondato sulla storia di Plinio il vecchio (3).
   Compost dopo, e pubblicati tra gli anni 115 e 117 (4) sono i sedici libri ab ex-cessu divi Augusti, consacrati alla narrazione del regno de'primi quattro successori d'Augusto, vale a dire degli anni scorsi tra il 14 d. C. e il 68, e terminanti Tamagni e D'Ovidio. Letteratura Romena. 01