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Storia della Letteratura Romana
Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590 |
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capitolo lo i. — gli storici.
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§ 71. Pompeo Trogo.
Pompeo Trogo derivava da una famiglia gallica, propriamente della terra dei Vocontii (Vaison nei Delflnato); da un avo che avea militato nella guerra sertorìana e da Pompeo Mugno avea ottenuto il diritto di cittadinanza. Anche lo ;-o paterno avea fatta la guerra mitridatica sotto Pompeo; ed il padre avea servito sotto Giulio Cesare. Scrisse egli, in 44 libri, le Ilìstorìce Philippicce et totius mundi origines et terree sihis; le quali incominciavano da Nino e dalla Monarchia assira, indi nar-ravan la storia de' Medi e de' Persi, e le lor guerre co' Greci, alle quali poi rappic-cavano la narrazione delle guerre de' Greo. tra loro, e quindi la storia della Macedonia e de' regi: nati dal frazionamento della Monarchia di Alessandro sino all'anno 748; al 43.° libro trattavan la posizione di Roma nel. mondo antico, e nel 44.° la storia della Spagna Era insomma una spec a di storia universale, ed è a deplorare che sia andata perduta, e non ne resti altro che l'estratto fattone da Giustino (vissuto probabilmente al tempo degli Antonini), il quale « omissis, come egli dice, his quae nec cognoscendi voluptate ucunda nec exemplo erant necessaria » solamente « cognitione quaeque dìgnissima excerpsit » e mise assieme « breve ve-luti florum corpusculum >•>. Ed oltre un tal estratto, che par j produca abnastanza fedelmente alcune parti dell'opera di Trogo, avanzan di questa i « prologi », i sommari di tutti i libri, e pochi frammenti, parecchi de' quali son persino assai sospetti (1). Gli scrittori, che a Trogo serviròn di fonti, pajono essere stati Teopompo, Timeo, Clitarco, Polibio, Posidonio (2).
Il vivace colorito dell'opera di Trogo traspare a suffii .enza anche dall'estratto di Gius no, e coonesta il titolo di disertissimus, che n comune con Sallustio, Livio e Tacito, gli concede v0pisco (3). Un' avvertenza, preziosissima perchè mette, in rilievo un giusto criterio storico in Trogo, fa nel suo estratto (XXXVIII, 3, 11) Giust.no, Parlando di un discorso fatto da un personaggio storico, dice egli che Trogo lo volle riferire in forma obliqua, trovando basirne voli Livio e Sallustio per Ciò che « contiones directas prò sua oratione operi suo inserendo » avessero affatto mancato al rigore storico (historise modum ex.cesser.nt).
Dalle c ,azio,ii di Plinio si capisce che Trogo sersse de animalibus seguendo Aristotile, e fors' anche de plantis seguendo Teofrasto (4). Servio (ad Aen. VI, 783) dice: « de hoc autem loco et Trogus et Probus quaerunt » il che ha fatto a taluni sospettare che il nostro autore desse forse anche opera ad un commento di Virgilio,
(1) Per es. quelli tolti da cronache polacche dal Bìelowski, « P. T. frag... una cum prol. hist. Ph et erit. annotai, Lemberg 1853, pag. XXVI, 91 ». Sono anche raccolti i frammenti nella edizione di Giustino del Frotscher, I, p. XCV11I-CIV; ed in quella di Joharincau e. Dubner (Parigi 1833), II, p. 221-225.
(2) Raun, de Clitarcho Diodori, Curtii, Justini auctore, Bonn 1868. Wolflfgarten, ed Ephor. ©ti Dinonis histonis a Trogo P. expressis, Bonn 1868, 86 pp. Hallberg, de Tr. P., Paris, 1869.
(3) Probo, 2, 7.
(4) Plin. N. H., lib. 8, 9, 12, 13-16, 18. Ufi-. Carisio, che cita il de animalibus, I, p. 102, e p. 137 (Keil). Vedi poi Gutschmid, Ueber d. Fragm. des P. Tr. und die Glaubwiirdigkeit ihrer Gewàhrsmàaner, Fleckeiseas Jahrb. Suppl. II (1856), pag. 202-282.
Bibliografia. a) Codici.
Molto letto e ricopiato fu durante il medio evo 11 estratto di Giustino, su che v. Riihl, die Verbreitung des Justinus im Mittelalter ; Leipzig, Teubner, 1871, 52 pp. Vi è tre famiglie di codici, 1' una delie quali è rappresentata dal cod. Casinate del s. XI, le altre due, l'ita-

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