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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   474 LIBRO SECONDO. — FARTE II. — RACCONTO I PROSATORI,
   loro E, quanto all'espulsione di Sallustio dal senato, non v'è ragione di dire che la fosse dovuta ad immoralità sue, o per lo meno ad immoralità maggiori di quelle solite allora a commettersi pure dagli altri; chi consideri unzi essere stato il censore Appio un fierissimo pompejano, e pensi quanti urti possa con lui aver avuti Sallustio quando fu tribuno nel 702, troverà ragionevole il sospetto, che politica partigianeria o in tutto o in gl'alidissima parte sia stata a suscitare contro al nostro storico la severa sentenza censoria. Inoltre, un libello che più sotto diremo, e lo storico Dione Cassio narrano essere Sallustio stato accusato de repetundis, dopo la sua amministrazione della Nntnidia, ed avere ottenuta da Cesare l'abrogazione del processo. E veramente, non può a meno di dar sospetto il granile sfarzo che Sallustio potè fare tornato di Numidia, egli che non era nato un gran ricco. Se uon che, non si può esser sicuri che egli abbia fatto danari proprio rubando : Cesare vendè a vilissimo prezzo le terre de' proscritti agli amici suoi, e chi sa se egli non abbia approfittato di questo e d'altri mezzi consimili ad arricchire. Certo è, ad ogni modo, che Ci ;erone di Sallustio non dice mai niente di male davvero, e si può credere che ne dovesse aver voglia! L'attaccò invece Leneo, abjettissiino liberto di Pompeo; e così pure molte accuse contro Sallustio derivano da fonti egualmente sospette, come sonò quelle declamazioni di Sallustio contro Cicerone, e di Cicerone contro Sallustio, evidentemente fattura di retori posteriori, i quali dalla storia aneddotica degli antichi scrittori toglievano temi a loro declamazioni oziose, ed erano infervorati naturalmente a portare alle stelle Cicerone, loro idolo, e deprimere Sallustio, che dalla penombra in cui lascia Cicerone nel Catilinario, e dalla notoria diversità di partito politico, era argomentato mimicissimo al grande oratore.
   (1) XVII, 18.
   E) Opere.
   Il primo frutto degli ozi! di Sallustio fu il « bellum Catilinarium » o « de con-juratione Cotilincv », composto dopo la morte di Cesare, il quale vi è messo in gran luce; senza però che Cicerone \ sia maltrattato. V'è proteste grandi d'imparzialità, come vi son pure nelle ali re opere dello storico amiternino.
   2. Posteriore è l'altra monografia «Jugurtha» o «Bellum Jugurthiuum »; della quale il concetto gli dovè certo essere suscitato e dalla dimora fatta in Numidia e dall'intento di far risaltare 1 .nsuffu:lenza della aristocraz i. Del restante, questo secondo fine, se pur v' è stato, non ha dato punto un colorito polemico al lavoro, il quale anzi serba un tuono sempre obbiettivo, e apparisce condotto dietro coscienziosi studi sui fonti; che furono i Commentarj di Siila, Scauro e Rutilio, e Sisenna (1), ed altri ancora. C' è un racconto, a larghi tratti, della storia numidica anteriore alla guerra, e uno schizzo geografico dell'Affi sa. Nella struttura dell'opera, in quanto cioè al preambolo, alle digressioni, alle ora ,oni, la ha una gran conformità con quella su Catilina.
   3. Posteriormente scrisse cinque libri di « Historiae » che, per il loro contenuto, venivano ad essere una continuazione di Sisenna, e abbracciavano bis senos.. annos, secondo l'espressione di Ausonio (2). Il principio della narrazione era all'anno 576 3), e i frammenti non oltrepassano il 087 d. R. I quali frammenti non sono in tutto scarsi: son quattro orazioni e due lettere; di poi il « fragmentum berolinense » trovato da Heine, pubblicato da G. H. Pertz (con la supposizione che fosse forse di Livio), e riferentesi all' a. 681 e al libro II, e i « fragm. Vaticana » del C. III, relativi alla guerra contro Spartaco.
   Le due lettere ad Caesarem senem, de republica ordinanda, sono certo eser-cizj retorici dell'età imperiale, contraffacenti e spesso caricanti l'arcaismo sallustiano. Contengono entrambe suppergiù le stesse proposte, cosicché pajono trattazioni fatte di un identico tema scolastico da diversi punti di vista, ma negl 'stessi tempi, se non addirittura, come altri ha congetturato, dall'istesso autore. L'Invcctiva in Cicernncm,