CAPITOLO I. — fi LI STORICI,
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considerazione che Oppio stesso vi avrebbe dovuta addimostrare una maggior coltura, ma, principalmente per il b. hispaniease, da ciò, che j' autore mostra aver proso parte alla guerra che narra, il che di Oppio non può essere.
C) Bibliosrafia e Scritti varj.
a) Manoscritti.
Si dividono in due classi, più antica l'una (IX s.) e più corretta, posteriore (XI s.) e peggiore l'altra. Lacunosi sono, di più, i libri de bello civili; e in niuno sussiste la fine del 1. VIII d. b. g. e quella del beli hisp..
b) Edizioni {Commentarj e sue diverse continuazioni),
Ed. principe, Roma IÌ69 — Veneta del 1471 — Curata dal Beroaldo, Bologna 1504 — Aldina del 1513 e del 1519 — Fiorentina del 1503 — Curata da G Lipsio, Antverp. 1535 — Da Gius. Scaligero. Lugd Bat. 1606 — Da Davis. Cambridge 1706, 1727 — Con note di Sam. Clark, Londra 1712 — Con note varior. per I. G. Graevius. Leyden 1713 (2 voi.) — Curata da F. Oufiendorp, Leyden 1737 (e Stuttgart 1822, 2 voi.) — Edizione critica importantissima quella (li Nipperdey, Lipsia 1847 — E di Dubner, Parigi 1867 — Edizioni scolastiche di Kraner (Weidmann), e di Enrico Bindi, Prato 1844.
c) Traduzioni.
I Comm. furon tradotti in greco (Parigi 1606), probabilmente da un francese. In tedesco li tradusse Baumstark (Stuttgart, Metzier), e (d. b. gali.) Kòciily e Rustow (Stuttgart. Holfmanu). In italiano ebbero assai credito e molte ristampe le traduzioni, del genovese Agostino Ortica, e quella di Francesco Baldelli.
d) Scritti varj.
Sulla vita di Cesare, v. Druman, R. G. Ili, p. 12S-762; Mommsen, R. G. Ili, p. 428 segg; Peter R. G. 11. p. 209 segg.; Merivale, Kistory of the Romans under the Empire, London 1854; Kapoléon III, Histoiie de Jules 3ésar, Paris 1805-66; Bindi, nella ediz. di Ces., Prato 1844.
Sotto l'aspetto militare e geografico molti sono stati gli scritti, francesi in ispecie; fra gli altri uno del primo Napoleone (Précis des guerres de César, Paris 1835); e la enu-meraz'oae l'ha fatta diligentemente il Teuffel, G. d. r. Lio., 2 Ausg. p. 351 e 353. Si noti ancora A. Platen, de fide et auctoritate C. de b. gali. Comm. Licgnitz 1854; Sehneider, Nova comm. d. b. hisp recensio, e do indagando b. hisp scriptore, Breslau 1837; Gluck, die bei C. vorcomm. lcelt. Namen, Miinchen 1857; Heller, de nomin. celtic. in C. eomm. traditis, PhilologdS XVII, p. 270-287,,
(1) Cic. Brut. 75, 262.
§ 68. Cornelio ffepote.
Cornelio Nepote, di cui è ignoto il prenome, nacque nell'alta Italia (Padi ciccola lo' cniama il vecchio Plinio) (1), non si sa precisamente deve (varii paesi lo voglion loro, e Ostiglia presso Mantova gli ha il 2 Maggio 1868 eretta una statua), ne precisamente quando. Di certo egli fu amico di Cicerone, di Catullo e di Attico, e a loro sopravvisse (2). Molto andò perduto di ciò ch'egli scrìsse. Fece poesie erotiche (3),. fece una Chronica o riassunto cronologico della storia italica (4), fece non meno di cinque libri di Exempla (5), con l'intento pare, di Varrone; di contrapporre cioè alla presente corruttela l'antica virtù; fece a richiesta di Attico una diffusa vita di Catone (0); e una vita di Cicerone in più libri (7); e lungamente scrisse degli uomini illustri, de'quali trovasi citato Ano il XVI libro (8). Li ordinò in categorie