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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   LIBRO SECONDO
   RACCONTO.
   PARTE IL - I PROSATORI
   CAPITOLO I. U 3C ÌS' DFt X CZS 2.
   § 63. I primi annalisti.
   Come il più antico degli annalisti Livio (1) cita Quinto Fabio Pittore, il quale servì nella guerra gallica (529 d. R.) (2), e nel 555 d. R. fu proquestore, e non si sa in che anno morisse. Quanto egli avesse familiare la coltura greca, si potrebbe facilmente arguire dal vederlo prescelto ad andare ad interrogare 1' oracolo di Delfo dopo la rotta di Canne (3); ma se n'ha una prova diretta da ciò, che egli scrisse in greco la sua storia (4). Nè a quell' epoca infatti era possibile che ei s' assumesse di scrivere una lunga narrazione prosastica nella tuttora incoltissima lingua latina; e se trovansi citate in certi scrittori alcune peculiarità od arcaismi di linguaggio come appartenenti agli Ànnales Fabii (5), non è già a credere che oltre la redazione greca Fabio istesso ne facesse una redazione latina, e neppur forse che siavi stato un altro Fabio annalista latino, ma soltanto che, in tempi alquanto posteriori, doverono gli annali greci esser voltati in latino. Facevan essi capo dalle origini prime di Roma fino ai tempi di Fabio; del quale, appunto perchè storico contemporaneo, della guerra d'Annibale p. es., Livio e Dionisio fanno grandissimo conto. Plutarco (6) non esita d'asserire che Fabio per la parte più arcaica della storia romana siasi attenuto al greco 'storiografo delle cose romane, Diocle di Pepareto; il che taluni eruditi negano potersi ammettere, e la concordanza nella cose narrate da entrambi spiegano con la supposizione che essi attingessero a fonti comuni, ovvero che il greco Diocle si servisse di annalisti romani (7) — Non è poi Fabio l'annalista da confondersi, come fece Nonio (8), col giurista, omonimo forse, che scrisse del diritto pontificale (9).
   A Fabio fu di poco posteriore L. Ciucio Alimento, autore anch' esso in lingua greca di una storia di eguale estensione, e spesse volte citato assieme a quello. Fu pretore nel 554 d. R., e in questo e nel seguente anno fu a capo di un esercito romano, sei vi nella guerra punica e fu fatto prigioniero da Annibale (10). Dall'autorità che Livio e Dionisio gli sogliono attribuire (11), e da alcune parole d'elogio dette da Livio a proposito di un Ciucio (12), parole che possono riferirsi al Ciucio annalista, alcuni storici hanno fantasticato non so che singolare eccellenza critica di costui (13). — I molti scritti antiquari e giuridici, dei anali è dato per autore