capitolo viii. -— i favolisti. 463
i più antichi manoscritti parigini pare il più giusto. Cannegieter si risolse per un Flavio Aviano, dell'epoca degli Antonini, quindi suppergiù verso il 150 d, 0 Se non clie la qualità dello stile e della lingua, tutt'altro che eleganti, checche il Cannegieter no dica, ci obbliga a porre l'autore delle 42 favole in una età assai più inoltrata; e si può forse assegnare il secolo quinto. L'ambiente in cui lo spirito di lui pere che vivesse è abbastanza pagano, e forse propri'amante romano (2). Della diffusione di Aviano rei bassi tempi fan fede le parafrasi medioelaji di esso; come il « Kovus Avianus » sdito da E. Grosse (3), e quello di Alessandro di Neckam del secolo XII (4), e la parafrasi in prosa e in verso che trovasi in un manoscritto parigino del secolo XIV (5j.
Il largo uso che ben presto si fece delle favole di Fedro nelle scuole romane, e che si perpetuò ancora nel medio evo, fu causa che se ne venissero infine a fare dei r.mpasti e dei rimaneggiamenti per adattarle ai bisogni dell'insegnamento. E coteste compilazioni, fiuo a che non ritornò a luce sul fine del decimosesto secolo il vero Fedro, lian tenuto quasi luogo di questo per tutto il medio evo.
Per esempio, sotto il nome di Romulus abbiamo una raccolta di 80 favole in prosa, divise in quattro libri, la quale fu confusa a torto con una tradizione della vita e di 100 favole di Esopo curata da un dotto Rimicio (Milano, circa il 1480), e prima divulgatrice di Esopo in Germania. Le favole del Romulus sono per buona parte estratte da Fedro, onde quasi costituiscono nuli'altro che un Fedro in prosa ; il resto è ricavato da altre fonti, non punto facili ad assegnare; Romulus è più un nome generico di favolista romano, che il nome individualo di un dato autore, In ogni modo la raccolta deve rimontare non meno che al secolo XII, anzi più in là ancora. A quel secolo deve risalire il mss. digionese che la contiene; e, quel eh'è più, Vincenzo di Beauvais nel suo Speculum historiale (IV, 2) e doctrinale (IV, 111 sgg.) ne adduce un numero considerevole; edHildebert, arcivescovo di Tours (10-57-1136), in 60 favole che tuttora abbiamo, nuli' altro fa in fondo che trasportare in versi latini le prosastiche favole del Romulus (6).
Da un mss. Leydese del s. XIII trasse il Nilant una raccolta di 67 favole, di cui 52 comuni al Romulus; senza nome di autore, il quale suolsi perciò designarlo come l'« Anonymus Kilantii (7) ».
Al modo istesso vien denominato come l'« Anonymus Neveleti » l'autore di una raccolta di 60 favole in metro elogiaco, pubblicate da Nevelet (8); le quali in fondo uon sono che i tre primi libri del Romulus versificati.
(1) Epist. XVI, 74 eegg.
(2) Di Aviano vi son numerosi manoscritti del secolo IX. Edizioni molte assieme al Fedro; apparte di Cannegieter (Amsterdam, 1731), di Tzsehucke (Lipsia, 1790), di Lachraann (Berlino, 1845), di W. Frohner (Lipsia, Teubner, 1862).
(3) Kouigsborg, 1868, in-4°.
(4) Vedi la detta edizione di Aviano del Frohner, pag. 55 sgg„
(5) Ibidem, pag. 65 sgg.
(6) Vedi Oesterley, Romulus und die Aesopische Fabel des Mittclalters, Berlin, 1870. — Egli ha adoperato un mss. del X secolo, recentemente scoperto.
(7) Fab. antiq. Lugdun. Batav. 1709, in-8.°.
(8) Neila « Mythologia rcsopica » Francoforte, 1610.