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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   CAPITOLO VII.
   I JPOETK EU COLICI
   § 59. Virgilio.
   Donato nella Vita, e Servio, dicono constare che le dieci poesie pastorali fossero composte in tre anni (713-715). Non sono però cronologicamente disposte; le più antiche pajono le II, III, VII; la X è di certo f ultima. Il nome bucolica pare più retto e più antico; giacché ccloga non dovè certo dapprincipio significare, chè non v'è ragione, nulla di pastorale. L'imitazione di Teocrito è evidente; e spesso di varii idillii di costui Virgilio fa una contaminano (ì). È altresì evidente l'inferiorità sua rispetto al poeta di Siracusa; non foss'altro per quell'intrudere che egli fa nell' elemento pastorale un' elemento contemporaneo e personale che male vi s'inquadra. La fissazione di trovare dappertutto articola/ioni strofiche s' è gettata anche sull'Ecloghe Virgiliane, e ci ha voluto scoprire (non senza, naturalmente, manomettere il numero attuale dei versi di ciascun' ecloga) non so che strofe.
   Svetonio (2), Stazio (3), Marziale (4), parlano anch' essi di un « Culecc, » come di opera veramente uscita dalla penna di Virgilio ; ma può essere, dato pure che Virgilio abbia veramente scritta una poesia da cotal tìtolo, che questi antichi prendessero per la genuina poesia di Virgilio, già perduta forse, una fattura di tempi alquanto posteriori. Chè tale, a dir vero, pare la poesia che noi abbiamo in 413 esametri, ove l'anima di una zanzara descrive il mondo infernale; notevoli bensì per la elegante struttura del verso, ma per tutto il resto assai dappoco.
   Ciris è il titolo d' una poesia in 541 esametri, che narrano la storia della perfidia di Scilla, figlia del re di Megara, verso il padre suo Niso, e la trasformazione dì lei nell' uccello detto ciris. La poesia ha frequenti imitazioni di Catullo, di Virgilio e d' altri poeti augustei, e non c' è motivo per negarne la provenienza dall' età d'Augusto.
   Lo stesso su per giù si deve dire della Copa (ostessa), elegia in 19 distici, che alcuni mss.. ed anche il grammatico Carisio, danno per virgiliana.
   Il Morctum, in 124 esametri, è un grazioso idillio, ove si descrivono le faccende di un contadino all' alba, tra le quali quella di cuocere il pane e preparare il morctum cioè uno gnocco di erbe, a quanto pare. Nulla vieta di credere tal poesia composta ai tempi di Virgilio ; mentre d' altro lato nulla induce a tenerla di Virgilio proprio.
   Catalecia è una raccolta di 14 poesie elegiache o giambiche di vario argomento. Ve n' è di quelle che senza scrupolo possono credersi veramente di Virgilio (5), altre che escludono una tale credenza (6) ; ma della più parte non Si può affermare con sicurezza altro, se non che le rimontano ai tempi dei Mantovano.
   (1) Cfr. Ecl. III con Teocr. IV e V; Eoi. VIII con Teocr. II e III.
   (2) Vita Lucani (p. 50, ed. ReifTersch.)
   (3) Selve, II, 7, 73 sgg., e I prefaz.
   (1) Epigr. XIV, 185; VIII, 56, 10 sgg.
   (5) Vedi nr. 2, ad Annio Cimbro, coliambi.
   (6) Vedi nr. 5, giambi; e nr. 11, servile elegia a Messala.
   Tamagni e d'Ovidio. Letteratura Romana.
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