456 libro secondo. —¦ parte i. — i poeti.
(1471) — col comm. di Calderini (Venezia 1430 etc.) — con note var. per Schrovelium (Leiden 1656 etc.) — e sopra tutte l'ediz, di SclmeideAvin in 2 volumi, Grimmae 1841, e seconda ediz. Lipsia 1853 — en latin et en frangais distribués dans un nouvcl ordre av. not. et comm. par J. B. (Paris 1842 1843, 3 voi.) — traduzione tedesca di Al. Berg (Stuttgart, Hofmann, 1864 sgg., 7 volumetti) — Marcus Valerius Martialis als Mensch und Di-ehter, Berlin 1S43 (autobiografia fatta con una scelta di traduzioni di suoi epigrammi con note) — Sopra Marziale veggasi Lcssing, Opere, voi, I. p. 190 sgg. — Marziale con traduz. e note del p. Magenta, Venezia 1842.
§ 58. I poeli posteriori.
Dalle poesie stesse di Marziale rileviamo alcuni nomi di poeti epigrammatici, dei quali del resto nulla si sa. Si lianno pure alcuni epigrammi riferiti al filosofo L. Anneo Seneca, di cui parecchi son di dubbia autenticità; un epigramma vi è di Lucano ; alcuni di Petronio Arbitro (in parte tolti al Satiricon) non tutti genuini. Ne fece anche Plinio il giovane, e il molto celebrato da lui Senz4o Augurino, del quale non si ha che un piccol frammento. Dell'imper. Elio Adriano si hanno alcuni epigrammi ; il suo biografo del resto parla di più tentativi poetici di lui. Fuvvi anche un Sulpicio cartaginese : forse quel medesimo che compose gli argomenti metrici alle commedie di Terenzio; e si han di lui un epigramma a Virgilio e dodici pei dodici libri dell'Eneide. Anche d'Appulejo son dati epigr., alcuni de'quali non son che parte di altre erotiche poesie. Del III s. d. C. è Pentadio. Notevolissimo fu Ausonio, di cui son numerosi i saggi ; se non che quelli elle occorrono poi nell' antologia son ben di dubbia autenticità. Altri poeti rammenta Ausonio istesso. Dobbiamo ancora notare Simmaco, padre e figlio, e Claudio Claudiano. C'è poi una raccolta di cento enimmi in versi, attribuiti a un Simposio, e da altri a Lattanzio — Al V e VI secolo van riferite parecchie cose dell'Antologia; ad esempio, il judicium Paridis, centone virgiliano d' un Mavorzio, stato cons. romano il 527 d. C. ; e poesìe di Flavio Felice, e specialmente di Lussorio! di cui molti epigrammi, sebben rei spesso di lascivia, come pure di errori metrici, son rimasti a testimonio d' un talento non volgare.