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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   451)
   libro secondo. — parie i. — i poeti.
   BlBCIOGRAFIA.
   Secondo la congettura di Luciano Miiller tutte le Amatoria di Ovidio rimontano a una raccolta contemporanea o di poco posteriore a lui, ove esse eran disposte secondo l'ordine attuale del Codex Regius: cioè: Ars Amatoria, Remedia, Amores, Epistulae, Medicaminu formae. In primo posto sta il Codecc Regius (a Parigi, n. 7311), del X s., e il Puteanus (a Parigi, n. 8242), del sec. IX; contiene solo gli Amores un codice sangallese del sec. IX. L. Miiller, Rhein. Museum, XVII, p. 524.
   Gli Amores sono editi nelle s< Ovidii Amatoria s> di Wcrnsdorf, Helmst 1788 (nel voi, secondo), di Jahn, Lipsia 1828, (p.223 sgg.), o nella « Elegia romana » (li Gruppe, II, p. 205 sgg. e nelle « Amatòria » di Luciano Miiller, Berlino 186).
   Le Amatoria tradotte in tedesco da A. Berg (Stuttgart, 1867, 3 volumetti), e per le traduzioni italiane vedi i soliti lavori bibliografici del Paitoni, ecc. Per le Trìstia c notevole il codice Palatino I, ed uno di Gotha, e uno Marciano (a Firenze) del s. X. Per le Ep. ex Ponto un mss. hamburghese del s. XII.
   Edite sono le Tristia col corani, di Mcrula, Venezia 1489, ecc.; con note variorum, da Schrevelio, Leyden 1060; da Platz, Hannover 1825; da Klein, Coblenz 1826; da Merkel, Berlino 1837; da Lòrs, Trier 1839. Sono edite le Tr. con le Ep. ex Ponto, col comm. di Jac. Pontano, Ingolstadt 1610, e da Verpoorte, Coburgo 1712; da Burmann e Harless, Erlangen 1772; da Oberlin, Strassburg 1726, 1778. Le Tristia e le Ep. dal Ponto tradotte in tedesco (con l'Ibis e l'Alieutica) da A. Berg, Stuttgart 1865, 2 volumetti; e da Wòlffel (Stuttgart, Metzler). Per le traduzioni italiane vedi i lavori soliti.
   Edizioni a parte delle Heroidi (Vedi del resto sulle Amatoria, più su, a proposito degli Amores) sono,la Veneta del 1560,quella di Crispino (Londra 1702 ecc.), di Lennep (Amst. 1809); Her. et A. Sabini Epist. ed. LÒrs (Kòln 1829-30). Traduzioni tedesche sono di Henning, di Metzger (Stuttgart, Metzler, 1855;, di Lindemann (Leipzig 1867). Esiste una traduzione italiana trecentistica, pubblicata nella Bibl. ital. di Milano n. 15, p. 365 sgg. (1842).
   Le più delle poesie ovidiane apocrife sono nei Catalecta Ovidii di Goldast (Francoforte 1610) ; poi si trovano qua e là nelle edizioni o di tutte o di alcune fra le opere genuine.
   § 54. Elegiaci minori.
   Alcuni altri elegiaci suoi contemporanei sono da Ovidio rammentati (1), Giulio Montano Procolo imitator di Callimaco, Fontano che cantò gli amori dei Satiri con le Najadi, Capclla, e principalmente C. Pecione AIMnovano, cui è dedicata la decima delle epistole dal Ponto del libro quarto. Neppur di quest'ultimo ci è giunto nulla, sebbene gli sia stata da alcuni attribuita la già detta da noi non ovidiana Consolatio ad Liviam, e il de ohitu MaeeencMs, e de Maecenate moribund.o; anche queste, come della prima s'è detto, fatte probabilmente all'epoca della rinascenza (2).
   Ignoto è l'autore della Elegia ad M. Valerium Messalam, ove son celebrati i meriti militari e poetici di Messala, e le lodi di sua famiglia. Si trova tra le poesie minori attribuite a Virgilio, ed a lui, come pure a Tibullo, è stata attribuita Quantunque a nessuno dei due essa spett.1, pure non v'è ragione alcuna per non credere che ella rimonti all'età augustea.
   Pare che felice imitatore di Properzio fosse L. Paolo Passieno. Pare si provasse nell'elegia anche Plinio il giovane ; e l'imperator Nerva, che Marziale dico il Tibullo del suo tempo, e un tale Unico, parente di Marziale, e da questo paragonato a Catullo e ad Ovidio.
   Tentativi elegiaci che pajono dei buoni tempi ed altri di tempi posteriori si trovano nelle raccolte del Wernsdorf e del Burmann, senza che ne sian noti per alcuna via gli autori.
   (1) V. Ex P. IV, 16, 11, 32, 35, 36. Cfr. Gruppe, Rmn. Élegie, I, p. 388 sgg.
   (2) Vedi Haupt, Epicedium Drusi cum Comment. Lipsia 1850