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libro secondo. —¦ parte i. — i poeti.
Bibliografia.
Dei Manoscritti compiuti di Tibullo ninno abbiamo chc rimonti oltre il see XV- derivati tutti da un solo archetipo e tutti variamente corrotti I interpolati 1 migliori rappresentanti sono quello di Yorck (Eboracensis) del 1425, ora perduto, e dopo il Parisiensis regius 7989 dcll'a. 1423. A più antica età rimontano bensì parecchi Excerpta.
Fra le edizioni pare essersi fondata sopra manoscritti più antichi dei nostri attuali, quella del Pucci (del 1502). Degni di menzione sono i Commentarii di Broukbuis (Amsterdam 1708) e di Vulpi (Padova 1738 55, 2 voi.). I recenti sono quelli di C G. Heine Lipsia 1755, 1777, 1798; con note di Wunderlich, Lipsia 1817; supplemento di L. Dissen 1819), di J. H. Voss (Heidelberg 1811), di E. C. C. Bach (Lipsia 1819), di J. G. Huschke (Lipsia 1819, 2 voi.), di Ph. de Golbery (Paris 1826). Prima edizione critica fu quella di Carlo Lachmann (crn Cat. e Prop.), Berlino 1820. Il cui testo è anche nell'edizione di Dissen (Gotting. 1835, 2 voi.). 11 testo fu dato altresì da M. Haupt (con Cat. c Prop.), Lipsia 1853, 1861, 1868, da A.. Rossbach (Lipsia 1855), e da L. Mùller (Lipsia, Teubn. 1870). Di edizioni italiane non trascureremo l'edizione pratese curata dal Vannucci.
metriche tedesche son quelle di Degen (Ausbach 1781), di W. J. Teuffel (Stuttgart, Metzler 1853), di Fròlich, in giambi (Hamburg 1860), di Binder (Stuttgart, HoiTmann 1862) di A. Eberz (Frankfurt 1865). Per le scarse traduzioni italiane vedi Paitoni, ni, 120; Ar-gelati, IV, 53-54; Federici, 48-49.
Tra gli scritti varii illustranti Tibulli rammentiamo: Passow, De ordine tempor. quo I Db. eleg. scripsit T., Vratislaviae 1831. — Prafckc, De difficilior. quibusd„ Tib. locis, Brandeb. Novi 1837. — Iiigler, Annotai ad Tib. 3 part. Postamii 1839, 1842, 1844. — Bu-bendey, Quaest. Tibull. Bonnae 1864 — Peterson, De quarti libri Tibulli elegiis earumque auctore, Gluckstadt 1819 — Haasc, De tribus Tib. locis transposit. emendandis. Berslau i855.
— Kemper, Quaest. Tib. Monasterii 1857. — Ribbeck, De Tib. I, 4; et de Prop. III, 34; Kiel 1857. — Oestling, De A. Tib. vita et carm. quaest, Upsala 1860. — Gràf, Annot. ad Tib., Memel 1865 — Eichstàdt, De Lygdami carm., quae nuper appellata sunt, Jena 1819, 1823, 1835. — Tòrnebladh, De elcg. Lygd. commontatio, Calmar 1861 — Korn, z Tib. in Rhein. Mus., 1864, p. 397-504. — Fuss, De eleg. libro quem Lygd. esse putant, Monasterii 1367.
— Richter, De Vinc. Bellovac. excerpiis Tibull., Bonnae . 865. — Protzen, De excerptis Tibull Gryphiswaldiae 1869. — Wisser, Quaest. Tib. Kiliae i870. — Prien, Zu lcrit. u. ErkP d. Tib. in N. Jahrbb. f. Philol. u. Pàdag. 1870, p. 639-709.
Pochissimo si sa della vita di Properzio. Soltanto con quest'ultimo nome egli si chiama dasè. il pronome Sesto ci è attestato da Donato nella vita di Virgilio (§ 45); l'altro nome gentilizio Aurelio gli è attribuito da interpolati codici ed edizioni delle opere sue, e di là fu introdotto in una spuria iscn^one Amerina. Fu sua patria l'Umbria, com'egli stesso ci dice; ma in qua! città propriamente egli vedesse la luce è dubbio: Bevagna (Mevania), Spello, Assisi, Ameria, Montefalco, Trebbia Stellatina, ed anco Foligno e Spoleto, se ne son disputato l'onore, senza potere alcuna vincere con sicurezza la lite. Però i maggiori suffragi sono ora per Assisi. Anche l'anno preciso della nascita non c'è modo di determinarlo; posto da alcuni nel 607, da altri nel 702, nel 705,- nel 705, nel 708 e persino nel 714. Neppure l'anno della morte è sicuro; soltanto, non trovandosi nelle sue poesie allusioni oltre il 738, si è indotti a credere che egli morisse nel 739 o in quel torno. Certo è però
Traduzioni
52. Sesto Properzio,
A) Vita.