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libro secondo. —¦ parte i. — i poeti.
Bibliografia
Edizioni a parte delle odi od epodi sono notevoli di Jani (Lipsia 1778-82, 2 voi.), di Mitscherlich (Lipsia 1800.2 voi.),di Preiss (Lipsia 1805-7, 4 voi,), di Vanderbourg (Paris 1812, 2 voi,), di Peerlkam (Harlem, 1834; 2.a ed., Amsterdam 1862), Liibkor (Commentar zu B. I-IU, Schleswig, 1841L di Th. Obbarius (Jena 1848), di C. T. Grysar (Wien 1853;v di Nauck (per le scuole, molte riedizioni; ma povere scuole!), di 0. Keller (reeens., Lipsia 1864).
Numerose sono le elaborazioni di singole Odi (Vedi in Teull'el, S 233, 9).
Delle traduzioni delle odi son notevoli quella di Ramler (Berlin 1800, 1818, 2 voi.), di Binder (4.a ed. Stuttgart 1855), di Decken (Braunschweig 1838, 2 voi.), di Biirger (in rima, Stuttgart 1852), di Strodtmann (contesto latino e note, Lipsia 1852), di G. Ludwig (Stuttgart, Metzler, 1853. 1860;, di A. Bacmeister (Stuttgart, NeiF. i871). — Per le traduzioni italiano vedi Argelati, III, 90-102; Paltoni III, 24-32; Federici, p. 69 77.
§ 51. Albio Tibullo, ed altri minori.
Dopo Catullo l'elegia fu coltivata da Domizio Marso, dal tragico ed epico L. Vario da Volgio Rufo, da C. Cornelio Callo, intimo di Virgilio, lodato da Ovidio (1), e che in quattro libri di elegie ora perduti affatto (2) cantò una Licoride ; da Varrone Atacino e da Cassio di Parma (3), Ma sopra tutti fu Albio Tibullo. Della vita di lui pochissimo si sa. Da un epigramma di Domizio Marso, occorrente ne' manoscritti tibulliani, si rileva che egli morì poco dopo Virgilio, in età giovanile ancora (4). Ma quando egli nascesse non è dato sapere con precisione. Da un distico dell'elegia quinta (vs: 17-13) del terzo libro (5) si rileverebbe esser egli nato il 711 d. R. Se non che il porre la nascita di Tibullo così tardi renderebbe incomprensibili alcuni fatti certi della sua vita. Per esempio, egli fu amicissimo di M. Valerio Messala Corvino, il quale, spedito da Augusto in Oriente per ricomporre le Provincie turbate dai gladiatori di Antonio, inv.tò anche lui a seguirlo. Tibullo prima se ne schermì; dopo andò, ma a Corcira dovè fermars. ammalato e lasoar andare alla meta loro i suoi compagni (6). Accompagnò egli ancora Messala nella guerra aquitanica. Ora tutto ciò egli avrebbe fatto, stando a quella data della nascita di cui è questione, all'età di 14 anni o poco più! Escludendo quindi essa data, gli eruditi son quasi d'accordo oramai nel collocare la nascita di Tibullo verso il 700 d. R.
Fu egli d> famiglia cavalieresca ed agiata. Danneggiato però, a quanto pare, dalla famosa spartizione delle terre del 713, ritornò poi, forse per mediazione di Messala, in discreta condizione. Aveva un possesso ereditario m regione Pedana, tra Tivoli e Prepeste, e colà viveva vita tranquilla, dedita all'agricoltura e alla poesia. Fu amicissimo di Orazio (7). Ebbe più d'una amante, sul qual soggetto sono state molte le dispute, tanto più inti icate, in quanto che le son connesse a questioni critiche sui componimenti che portano il nome di lui. Ecco come.
Sotto il nome d. Tibullo corrono 37 poesie, tutte, meno una, elegiache, e distribuite in quattro lib: . Da chi (giacché da lui stesso ncn è punto probabile) la collezione e la distribuzione loro sia primamente stata fatta non s sa, come del pari ignorasi il criterio secondo cui ne è stata regolata la successione, e quii sia la propria data di ciascuna poesia. Ma quello su che i dubbii sono ancora maggiori è, se si possano ritenere tutte per autentiche. Veramente, sui primi due libri non si hanno dubbii. A prescindere da tre elegie (I, 4, 9, 8) riferentìsi a una beila giovane Ma-ratìio, nelle restanti elegie del libro primo è celebrata una Delia, e nel secondo libro una Nemesi', il che s'accorda benissimo con ciò che Ovidio dice .8; :
Sic Nemesis longum, sic Delia nomen habebunt Altera (Nem.) cura recens, altera primus amor.
Il terzo libro poi contiene, oltre una lettera ad amici, cinque elegìe che trattano le relazioni amorose di L/gdamc con Neera. Ritenendo che esse elegie sìeno