capitolo v. — i poeti lirici ed elegiaci.
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il che era effetto dell'indole sua più satirica e fina che entusiastica. — Se non che molti critici, partendo dal falso presupposto che tutto in Orazio debba essere perfetto, e, quel cli'è ancor peggio, venendo ognuno di loro a farsi Pio sa che concetto della perfezione, mettono audacemente le mani nel testo, ed espungono, mozzano, rimpastano a lor modo tutto ciò che non par loro rispondere a quel tipo di perfetta poesia che si son foggiato in mente; e sempre affannati a scovare passi imperfetti da dich.arare non oraziani, trovano poi sofisticando anche più imperfezioni che secondo il loro istesso criterio non dovrebbero. Il sospetto del'e interpolazioni in Orazio prese le proporzioni di una vera fissazione nell'olandese P Hofinan Peerl-kamp (10), e invade più o meno molti altri critici (11).
(1) Cfr. Dions d'Alic. Antich. rom. 1 31.
(2) Vedi ad esempio Od. 111. 30, 13; IV, 3, 12; il 26, 11; 32, 4 Sgg.; IV. 6, 35.
(3) Sulle relazioni di Orazio coi Greci si possono vedere: H. Wagner, Hor. carm. col-latione scriptor. graec. illustrata, Halle 1770; e Additamenta, 1771. — Wensch, de Hor. Graecos imit. studio, ac ratione, Viteb. 1829. — Rotter , de Hor. studiis graecis, Gleiwitz 1836. — G. F. Grotefend, ueber die Origin. d. H. in s. Od., Zfcft. f. d. Alt. Wiss. 1844. n.° 19. — Th. Arnold, quaestionis d. H. Gr. imitatore particula, Halle 1845; e ueber d. griech. St. d. H., Halle 1855-158Ò. — Gobel. Horaz und Eurip., MutzePs Ztft. f. Gymn. I, 1851 (p. 298-323). H. H Garcke, H„ carm. libri 1 coli, scriptor. gr. illustrati specimen. Halle 1853, 1860: Quae-stionum de graec Hor. p. I, Halle 1860, 240 pagine in 8.° — B. Arnold tentò una traduzione greca delle Odi, Monaco 1858.
(4) Notizie intorno a Didimo Cherico, cap. 9. «.....Didimo . . . diceva certe sue
omelie all'improvviso, pigliando sempre per testo de'versi dell epistole d'Orazio. Richiesto da un ufficiale perchè ron citasse mai le odi ... in risposta gli regalò la sua tabacchiera fregiata d'un mosaico . . . dicendo: Fu fatto a Roma d'alcuni frammenti di pietre pre-ziose dissotterrate in Lesbo. »
(5) Pare essere d'altra opinione il Bàhr, ma le prove ch'egli adduce menano ad altro (V. llom. Lit. I4, 736 e nota 11) Che poi Orazio parli tanto di chordàe, di fìdes, di lyra, ecc. nulla prova, essendo cotesta la fraseologia tecnica greca tradizionale della lirica. E del resto che la musica avesse cessato d'essere essenziale alla lirica questo poi non esclude che certe odi di Orazio siano potute essere musicate e a' tempi suoi, e più ancora durante l'età imperiale, quando tanto prevalse la smania del canto, come pure durante il medio evo cristiano, quando la musica degl'inni sacri era estesa ed applicata ad altro (Vedi Ràbr, loc. cit.; Teuffel^, § 34, 4).
(6) Sulla misura delle odi vedi in ganerale le edizioni, specialmente tedesche, d esse; e W. TeulFel avanti alla nuova traduzione delle odi di G. Ludwig (Stuttgart 1860), e Stuttgarter Corrispondenzblatt 186^ n.° 3. — A. Schnita (Koln 1831); G. Pinzger (Liegnitz 1833); Richter (de Hor. metris lyr. 1, Recklingshausen 1863); H. Schiller (per le Scuole, Teubner 1869Ì. Sulle così dette elisioni vedi K. Lelirs nel suo Orazio (1869); Lin-demann, de hiatu in versibus Hor. lyr, Zittau 1895; Cadenbach, de alliterat. ap. H. usu, Essen, 1838: W. Christ, ueoer die Verskunst d. H. in Lichte d. alten Ueberhefg; Accad. di Monaco, 1868.
(7) V. Lachmann, a Lucrezio, p. 219.
(8) Cir. L. Doederlem, Oeffcntl- Reden (1860) pag. 388 seg.,403 seg., e Weyne. Bemerk-ueber Bau u. Charakter der horaz. Strophe, Halberstadt, 1870, 12 pag. in-40.
(9) Vedi tra gli altri Hermann, Epitome doctrinae metn'eae. ed. Illa, Lipsiae 1852. pag. 243-4. — 11 Teuffel (Rom. Lit., 2.® Ausg., S. 478) crede invece possibile che Orazio fa • aesse quell'ode non tetrastica, perchè allorché egli attese al quarto libro, in questa, come difatto in altre particolarità, si fosse convinto altrimenti, e credesse dovere ormai recedere da quell'inutile rigore di tetratoraia. Noi però crediamo ciò assai improbabile.
(10) Sua edizione delle odi del 1834.
(11) V p. es. F. Martin, de aliquot Hor. carm cornili, critica, Posen 1844: A. Meinecke; S. DyckhofT, de aliqu. H. carm. ìocis suspectis. Munster 1857- C. Prien; G. Lincker; N. W. Lyungberg- O F. Gruppe e K. Lehrs (ediz citata). Cfr. pure K. Gesell,De interpol, mythol. ap. Hor., Bonn 1865. Una certa via di mezzo seguono L. Muller, e S. Hevnemann, de in-terp. c. H. certa rat. diiudicandis, Bonn 1871, 27 pag