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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   420 libro secondo. —¦ parte i. — i poeti.
   (7) Dell'esigilo non pare che si possa dubitare , tanto chiara è 1' allusione di Sidonio Apollinare : (Carm. IX. 207 ecc.) : non qui tempore Caesaris sccundi-aeterno incoluit Tomos reatu-nec qui consimili deinde casu — ad vulgi tenuem strepontis auram — irati fuit histrionis exul. » E i biografi consentono noll'accagionarno i versi della satira ottava allusivi al mimo Paride (90-92).
   c Quod non dant proccres, dabit histrio: tu Camerinos Et Baream, tu nobilium magna atria curas? Praefectos Pelopea fuit, Philomela tribunos.
   Ma non s'accordano poi nè per il luogo, nè per il tempo. I più lo mandano in Egitto, ma non tutti nella stessa contrada: tre nella Caledonia a condurre la guerra contro gli Scoti; e autor deU'esiglio altri fa Nerone, altri Trajano, i più Domiziano. Nè vanno meglio intesi sulla durata dell'esigilo; perchè alcuni lo estendono dagli ultimi anni di Domiziano fino ad Antonino il Pio, altri lo fan morire in breve tempo di vecchiezza, di noja e di dolore: altri dice che tornò a Roma, e vi morì di tristezza e di agonia per non avervi più ritrovato il suo Marziale.
   Tra i moderni la discordia non è minore che t^a quegli antichi. Volker (nello scritto' intitolato: Ein Lcbcns und Charakterbild aus dcr romischen Kaiserzeit Elberfeld 1851) pensa che sia stato mandato in Egitto da Trajano, donde tornò e per grazia del principe menò tranquillo il resto della sua vita negli orti di Tivoli. Bernhardy pure sta per l'Egitto, e crede che ve lo abbia cacciato Adriano. Carlo Fed. Hermann nella prefazione alle Satire si fa forte doli' iscrizione summentovata per ritenere cho sia stato mandato nolla Caledonia: e credo da Domiziano, cui quell'allusione doveva aver offeso. W. Tcuifol nella prefazione alla versione di Giovenale (vedi Studion,' ecc.), e nolla storia della lctt. rom. (pag. 605) propende a credere che sia stato mandato da Trajano o da Adriano con un ufficio militare nolla Brettagna, dove appunto negli anni 104, 106, 124 ebbe stanza la Coorte di cui Giovenale (secondo l'iscriziono di Aquino) era stato tribuno. E uno dei biografi
   scrive appunto: « Trajanus.....focit eum praefectum militum contra Scotos, qui bellum
   Romanìs moverant, ibi ut Juvenalis interficaretur. »
   Da notizie e supposizioni così confuse e contrarie, cavi un costrutto chi può. Por me comincio a non comprendere come il mimo favorito dell'imperatore (fosse egli poi il Paride di Domiziano, o il Pilade di Trajano) potesse offendersi di quo' versi, i quali al postutto contengono non un biasimo, ma una lode. Forse si è accostato al vero Teuffel, ima-ginando che sotto il regno di Trajano o di Adriano la moltitudine radunata in teatro siasi valsa di quei versi, per schernire l'oltrapotenza del favorito, il quale dell'ingiuria fece contro il poeta quella vendetta che contro tutto il popolo non poteva faro. Ma la è anche questa una supposizione assai vaga; e il caso s' attaglia ugualmente, bene a Domiziano, come agli altri imperatori sotto i quali visse Giovenale. E venendo allo singole congetture che si son fatte intorno all'autore, al tempo ed al luogo dell'osiglio, come mai potè esser bandito sotto Domiziano, se nogli ultimi anni di questo principe lo troviamo a Roma con Marziale, e so i mali contro cui più s'avventa nelle Satiro han tutti l'aria di cose da lui veduto o patito sotto quel regno infelicissimo? Non dice egli stesso nella prima satira che parlerà solamente dei sepolti lungo la via Appia e latina? — E se andò esule nolla Caledonia sotto Trajano o sotto Adriano, come poteva un'ufficio militare di quella fatta essere dato, senza parere uno scherno, ad un 1 occhio già quasi ottuagenario?
   Pertanto noi crediamo più savio partito porro 1' esiglio di Giovenale con quelle questioni che non si possono sciòglierò, e di cui è pur troppo piena l'antichità
   Del resto per la vita di Giovenale, oltre gli scritti summontovati, sono da vedere : — I. V. Francke , examen criticum Juvenalis vitae (Altona, 1820), e de De Vita Juvenalis quaestio altera (Dorpat, 1827).- — G. A. Bauer, Kritisehe Bemerlcungen iiber einige Nachrichton aus dera Lcbon dos Juvenal, Megensburg 1833. — G. Pinzger nei Jahrbucher 1835. XIV, pag. 201. — W. Teuffel Studion und Charalctonstiken ecc. — B. Borghesi, incorno all' ota di Giovenale. Volume V. delle opero, p. 49-76. — C. Synnerberg, do temporibus vita carminumquo Juvenalis rite constituendis, Helsingfors, 1860.