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Storia della Letteratura Romana

Cesare Tamagni
Francesco Vallardi Milano, 1874, pagine 590

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a cura di Federico Adamoli

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   336 LIBRO SECONDO. — PARTE I. — I POETI.
   in quella prò Sestio (56, 120): << suramus poeta. » Orazio (Ep. II. I. 56) « Aufert Pacuvius docti famam senis, Aecius alti » o Quint. (X. 1.97). « Virium. . . plus Attio tribuitur, Pa-euvium videri doctiorem, qui esse docti affectant, volunt. »
   Conosciamo i titoli di 37 tragedie e tante forse ne ha scritte. Le più rinomate erano: Atreus, Epigoni, Epinausimache, Philocteta, Telephus.
   Pei frammenti vedi Riobeck. (Trag. lat. rcliq. pag, 114-194 pag.298-346; ed inoltre : Sce-nicae poesis ecc. pag. 13C-227.) H. Grotemeyer. do L. Attii trago^diis. Miinster, 1851. —Delle due tragedie proteste (vedi Ribbeck pag. 237-240, pag. 349-351), una, il Decio, trattava del sacrifizio di P Decio Mus Juniore, l'altra il Bruto, della cacciata di Tarquinio il Superbo e della fondazione della Repubblica.
   Scrissero intorno ad Azzio : I. Stahlberg, de L. Attii vita et scriptis. Hallel, 844. — G. Boissier, le poète Attins. Etude sur la tragodio latino pendant la Republique, Paris 1856 — W. Teuffel. Caecihus Statius ecc. Tiibinger Universitàtsprogramm. 1858. — Patin Études sur la poésie latine. Tom. II, pag. 164, ecc. Paris, Hachette, 1869.
   Di Azz.o grammatico abbiamo discorso a suo luogo nel libro primo.
   § l«k T. Quinzio Atta.
   T. Qumz.o Atta nacque nella prima metà del secolo settimo, e mori l'anno di Roma 676. Egli è il secondo scrittore di comedie togate (1), e s'ebbe insieme con Tit no e Terenzio lode di coerenza nella dipintura dei caratteri. Orazio s'accontenta di menzionarlo come uno di que' vecchi poeti dei quali non si poteva dir male, senza che tutti insieme i vecchi romani gridassero alla vergogna. E dagli scarsi frammenti traspare infatti certo color d'antico, che ai tempi d'Orazio piaceva ancora moltissimo.
   (1) S. Gerolamo (Cronaca d'Eusebio, 01. 175,4 = 676 di Roma) : « T. Quintius Atta scrìptor togatarum Romae moritur sepultusque via Praenestina ad miliariura II. » Diomed. III, pag. 187. P. « Atta togatarum seriptor ; » p. 488, «togatas tabernarias in scenam dataverunt prae-eipue duo, L. Afranius et G Quintius. »
   Pei frammenti vedansi Bothe, V. 2, p. 97-102. — Neukireh. fab. tog. pag. 153-164. — Ribbeck, com. pag. 137-140.
   § 12. f>4 Afranio.
   L. Afranio nacque tra gli anni 600 e 610 di Roma. Egli trattò soggetti romani alla maniera di Menandro, che imitò felicemente, e fa il dìù rinomato scrittore di comedie togate. Ebbe nel secolo d'Augusto tali ammiratori che non dubitarono di pareggiarlo al poeta ateniese, e l'Incendio fu per avventura l'ultima delle togate che si recitasse sulle scene romane.
   Cicerone lo dice uomo argutissimo e nella comedia eloquente. Qu itili ,no mentre ne loda la eccellenza, gli dà biasimo d'aver contali nato le sue comedie con sozzi amori di fanciulli, confessando i propri costumi (1). Nel che, se l'accusa è vera, si tolse dall'imitazione della nuova comedia attica, dove e sim: lai lezze non è qua si esempio.
   Ammiratore di Terenzio lo imitò nella corretta eleganza della forma.
   (1) Cic. Brut. (45,167). « L. Afranius poeta, homo perargutus, in fabulis quidem etiam disertus. » Quint. (X. 1.100) « togatis excellit Afranius ; utinam non inquinasset argumcnta puerorum feedis amoribus, mores suos fassus.» Ed Orazio eoli'usata ironia (Epis. II. 1. 57): Dicitur Afrani toga convenisse Menandro.
   Per i frammenti delle comedie (di cui conosciamo oltre a 40 titoli) vedi : Bothe. V. 2, p. 160-200, — Neukirk. fab. tog. p. 176-279. — Ribbek com. poet. p. 140-187. Sappiamo da Cicerone (prò Sestio 55, 118) che il Simularts fu recitato nel 696; da Svetonio (Nero 11) che VIncendium fu recitato sotto Nerone. E per questo vedi anche sopra a pag. 259.