CAPITOLO II'. — PRIMA ETÀ'. 67
Scelgo tra quelle clie mi parvero più notevoli, e solo per modo d'esempio:
Axamenta, così chiamavansi i carmi, o canti dei Salii, dal verbo axare, denominativo di una forma participiale acso della radice sanscrita ah-dire dalla quale i latini fecero alo — agio, nego—ne — igo, ed i sostantivi adagium ed indigila-menta (incantamento,, invocationcs).
Adrumavit, che Festo traduce: « rumorem fecit, sive commurmuratus est».
Ancia,bris mensa ministeriis divinis abitata. E continuando Paolo aggiunge: qua in sacrificando diis anelatilirj quod est hauritur ministraturque. L'etimo di questa parola, che Festo erroneamente riferisce ad haurire, si connette evidentemente con Anculi, Anculcc, ancillare, (anelila) (1) ed anclabrla vasa, che servivano al medesimo uso.
Axìles, persone che operano insieme , ed axitìosi erano 'detti i faziosi. Da agere (2).
Arquites, arcu proellantes, qui nunc dicuntur sagittarii (3). Così Festo: la radice è evidentemente arcu, e la voce è fatta come t^c-zc/.i da rc^o.
Amptruare (antruare, antroare, andruare e redamptruare) che secondo Festo: dìcitur in SaUorum exsultationibus, cum praesul amplruamt, quod est molus edri-dit; ei referuntur invicem idemmotus. Questi due verbi tornano col medesimo significato in Lucilio ....praesul ut amptruet inde Volgus redamptruet.... : ed in Pacuvio il secondo di essi ha già la significazione figurata di corrispondere, pur notata da Festo: gratta s re ferre (4). L'etimo è tru-a-nt, denominativo di tru-a, mestola, la quale ci mena ad un verbo truere (— rpveiv) (5).
Bovinari, che Festo spiega conriciari, e viene a boere (= Sc,/^).
Calvere, e calvi (deponente) danneggiare, ingannare, vive nelle XII tavole, ed ancora in Plauto, Azzio e Pacuvio (6). Da esso viene calumnia.
Dubenus apud (7) antiquos dicebatur qui nunc dominus. Così Festo, e Corssen ne fa una voce celtica che riscontra con Dubnorex, fatto dai Romani Dumnorix, il quale viene a dire: Signore Re, dominus rex (8).
Endo, indù preposiz. =m, frequentemente usata in costrutti e composizioni di questo genere : endo procinctu, endo foro, manu, mari, coelo, ecc. endo-clusus, end-o-coeptus, endo-gredi, endo-jacito, endo-iiium, endo-munitus, endo-pedire, endo-perator, ecc.
Ollus donde illus, ille, vive ancora in Virgilio: olii subridens; poi istus, ipsus che presto si fanno iste, ipse.
Promenervare (monere) nel carme saliare, denominativo di Menerva; che è pur della stessa radice (man) di monere ed altri verbi latini.
Sollus — totus, vive ancora in Lucilio:
Vasa quoque omnino redimii non solla dupundi; onde abbiamo sollistimus, soll-emnis, solli-ferreus, solli-curius, soll-ers, solli-citus, solli-citare«
Tripudium e tripodare che valgono ter pede terram pulsare, e vìssero anche dopo quest'età nel linguaggio rituale.
(ì) testo, 11, 19, 20. (2) Festo, 3. (5) Festo, 20.
(4) «...........prò merenda grdtia
Simili cum videam Graàcos nil meaiócriier
Redàmptruare opibùsque sammis persegui». Hibbeclc. Trag. lat. reliquiae. pag. 74. (8) Ascoli connette con questo tru-a-re latino nel senso di movere, rivolgere, dimenare, l'italiano trovare, ed il francese trower.
(G) Frisc., X. 43. H. Non. p. 4. G. Pacuv. Non. p. 151. G. Plauto. Casina II. 2.5.
(7) Festo, 67.
(8) Nacbtriige, pag. 18B.