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mente,come ie genti da riso. Comprenderebbero benissimo il di loro interesse e Vi contribuirebbero con lavori improbi,e penosi. Le loro membra nerborute -, le natie di loro forze sarebbero Spese per un' opera ad essi salutare, alla Provincia di Teramo, e dcji' A? quila , ed alla
Marina del Monarca . ^
La mancanza de' Ponti Su de'Fiumi , come si è accennato,b l'altro grande impedimento per un iibe-y ro Commercio interiore . La Natura è così provvidi fra di noi , che agevolmente potressimp attendere al traffico in ogni mese, ed in ciascun giorno' dell'anno. Lé nevi ; e le piove non sono ostinate; e formidabili a segno d'impedire il traffico. Ne' luoghi più aiti , e ne. Siti più montuosi le nevi neppuie molto persistono; e godiamo nel cuore dell' inverno sovente il.sereno, e la dolcezza della Primavera. Le strade ci sono di ostacolo; ma i fiumi ci tolgono la vita. Dovrebbe il giustissimo Principe ordinare,che potessimo pur noi a nostre spese costruirci de' Ponti,come di formarci'le strade . L' inarg in amento de' fiumi ci porgerebbe ui> mezzo facile all'effetto. Fatto il dippiù, il meno sarebbe conseguente; ed il mezzo della questua Nazionale in ogni caso sormonterebbe; qualunque barriera f Io hon nieg'o , essersi per'lo passato s*idito iarsj alcuno progetto da qualche Feudatario per la costruzione de' Ponti sopra de' nostri fiumi, e spezialmente su del Vuomano.Si riduceva a volersi a proprie spese formare un Ponte, ed esigerne poi il pedaggio . Nou era sperabile per codesto Barone 1' ottenersi il perimesso Reale per il di lui cattivo disegno . Non si. èra più ne' tempi difficili della Ragione .'Sapeva u; Principe, quanto gravi e molesti sieno ai Sudditi tali perpetui pesi, e-quanto danno-provenirne al Commerda. Non li era ignoto , che i Popoli nelle gravi urgenze dello Stato , piuttosto sono'contatiti' di'essere enormemente tassati 3 purché. lo aggravio fiiusca col bit il 4 sogno