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Sè il nostro litorale avessé alcun porto , o rade profonde almeno ; se provveduti fossimo de Bastimenti , o di Navigli in modo alcuno ; se fossimo i-struiti di qualche prattica di marina ; non impallidissimo al rimirare appena il fragore dell' Adriatico ; ci portaressimo per mare nelle Sicilie , in Napoli •> e faressimo capo dalla fiera di Salerno per le nostre mercanzie . Codesta sarebbe a noi più profittevole . -Nello stesso Regno , rotto l* ombra del Trono medesimo , Viveresiimo più favoriti }' più sicuro 'sarebbe^ il trasporto del nostro denaro ; più rispettati i .diritti-delia Natura , e delle Genti'. Ma senz' appoggio di Marina , con si picciola borsa, tra Negozianti poveri , di picciol cuore , moltiplicati cotanto, pei ora almeno resta frodata la nostra intenzione. Diciamo-, lo in una parola . Noi non sappiamo altrimenti fare -di quelchfe siamo soliti ^ e non ponessimo in conto-alcuno lusingarci di migliore riuscita, perchè privi di Ogni a}uto necessario .
Quanto si è qui abboztato , ci fa comprendere: lo stato infelice del nostro Commercio peggiore di quello dell' Agricoltura , e delle Arti ,e la necessita de' rimedj più pronti per non moltiplicarci i danni -, Ad animarsi -pereto il Commercio' interno sembra , che il primo mezzo debba essere quello di abo-T lirsi, e sradicarsi in tutto le Dogane interne ,le qua*> lì abbiamo osservate anco dannose all' Agricoltura -.» Tutte le più eulte Nazioni hanno ciò adottato . Gls« Inglesi furono i primi -, e gli ultimi sono stati i Moscoviti .nel presente Annoa II Galante nella Storia-dei Regno c. II. p. zi}, dopo aver detto.nella pi i8}ìi che i libri delle Dogane dell'Apruzzo Citeriore sono r in tanto cattivo stato , che neppure rimettono il bi-? lancio , e molte esiggono pochi carlini, riporta il ri»; dicolo fruttato delle Dogane de ila Grascia delta Pro», vincia di Teramo, e deli' Aiuil» come jiegue
Afituz»