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tare la Fiera -di Sinigaglia . Ivi- con quanto maggie*» denaro loro è possibile si portano ed a capo di tre giorni tornano carichi di estere merci manifattura te*, e quasi tutte da lusso , che spacciano al loro Cittadino moke volte il doppio più care .
¦Questi Bottega) ricattieri della Nazione , che ¥ ammolliscono nel tempo-stesso,che la rendono schiava del Forastiere ; i quali non intendono il di loro utile, che potrebbero •cumulare col bene della Nazione , sono in rapporto al Commercio le spongie vene-fice, contro de' quali dovrebbero portarsi prestamente le Sovrane rettificazioni > Avrebbero ad obligar«i ad abbandonare un Commercio si Vuinoso , o asportare presso dell' Estero le produzioni della Nazione » E' certo , che dalla nostra Provincia escono più di cento mila ducati anftui-per 'sostenerlo . Perche noni unirsi codesti Mercadanti in Compagnie * ed in Colo me ad esempio de' JForastieri ,* e collo stesso denaro comperare i nostri generi,per condurli fuori dello Stato ,etraerne o denaro o merci di prima necessità >
Quando ciò non avvenga o per inerzia o per malignità , fia duopo <, che non si muovano dalle lo» lo Case ¦ Noi non avremo le Saie , i Cammellotti ••: Ma consumaremo i panni del Regno, e forse quelli , che le nostre Donne lavorano ; ed i nostri Artefici troveranno lo smercio delle loro produzioni . Il contante , che rimarrà fra noi , facendoci divenir ricchi , premerà la molla delle nostre forze avvilite , presterà 1' alimento all' Agricoltura •, ed alle-Arti1 ; è''noi saremo nel caso d'intraprendere un Commercio attivo e vantagfoso >. Costruiremo delle Barche -, de* Bastimenti da trasporto ,* £ favoriti -sempre dal Governo ìl.umìnsto , porteremo noi medesimi il superfluo de' nostri prodotti all' Estero benché lontano..
Tanto potrebbe dirsi de' nostri Mercadanti . Ma-nelle presenti circostanze è un raggionamento cc-
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