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rogatila , Che dovrèbbe' farcele amare , e riguardarle come vantaggiosissime , quando albergassero frii noi . Elleno oltre di occupare-un numero grande di persone , ci risparmiarebbero una quantità di numerario , eh' esce dalla Provincia , e dallo Stato .. Non si chiedono le Officine di Birmingham nell' Inghilterra , ne quelle del Borbonese sulla Loira della Francia' . Baserebbero 'per ora Artefici attr & sostenere il fcisogno della Popolazione , la quale fosse ritolta dalla necessaria dipendenza degli fi-steri La nostra Provincia non ha metalli di sorta alcuna . Si e veduto, che quanto si era pensato delle miniere degli altissimi Colli , che la dividono dalla Provincia-dell'Aquila, era un sogno . Per essi a-dunque noi' siamo in un tributo forzoso alle altre Nazioni . I.' orti', 1' argento , il rame , il ferro t
10 s^aeno , il piombo , 9 mercurio , come le cere ,
11 cuo'o , le droghe ti debbono essere somministrate •da' Popoli, che ne abbondano . Ma il diloro lavoro* la di loro manoduzione alle Arti, alle nostre occorrenze , deve procurarsi da noi -stessi, per ritoglierci dalla schiavitù altruiVin cut gemiamo-.
Quanto più1; si'rifletta «Ila manovra de' metalli » e spezialmente a quella del ferro , e dell' acciaio; fntoppiù si deve insistere sull' importanza di possederne, e praticarne 1'*arte. Prescindendosi dalle ope-Te di qualche raffinameftto noi siamo sì flotti, che ri provvediamo dallo Stato Papale d' infiniti lavori
questo metallo anche i1 più grossolani .'Tutti i 'chiodi > le vanghe , lé palfe di'frfto , le falci , le se^he , le lime , le tenaglie , i martelli , i verdini < •le «ubbìe ec. ci'V^góno da Simpatia o dal Regno Pontificio . Enpure molte volte sono simili lavori sì dominali , ed informi , che bisogna farli ritoccare -da'
nostri Fa bri per ubarne > e si grava la Nazione ¦di doppio dispendio » A tale-sconcerto-contribuisce