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che ora si precipitano rapidamente sii delle nostre fiumane . Queste allora partorirebbero due beni f.! non sboccando. si furiosamente , non dilaverebbero le terre , ne accrescerebbero la forza de' fiumi , i quali per tal cagione principalmente ora allagano , e divergono il di loro Alveo ; rompendo , e trasporr tando ogni ostacolo , e barriera . Diminuita la tesi-stenta , sarebbe più facile la di loro inarginazione ,*' e si pratticarebbero con miglior successo le regole di sopra proposte . U. Produrrebbero nuove -fonti , che somminiitrarebbero limpidi ruscelli a tutti i Villaggi, di Montagna .• La maggior parte dì essi scarseggia di acqua e dovendo far uso di acque liquefatte dalle Nevi, sono gli Abitanti infestati dalla dilatazione de' Gozzi , come molti luoghi di Roseto-, di Valle -C*-1 stellana , dell' boia , e di Pietra - Càmcla ne sono la Vittima .
Dipptù, qué' fossi continui e stranipevoli ,da cui ora vediamo solcate le terre da collina, più non avverrebbero. Gli Alberi assodarebbero il suolo , come pur veggiamo accadere in que' luoghi , che restano Belli , ed intieri ove esistono le piante . Per la qual cosa è necessario notare , che colla reintegrazione' de' boschi , debbono ancora rintegrarsi le fossate ,* e per ciò fare non vii hi miglior metodo di quello usano -i Marchegiani . Scavano costoro nel mezzo de? fossi un profondo a guisa di un baccile . Vi appongono de' forti palii., ed indi, vi tramezzano una trave , alla quale appongono quantità di spini ed altro simile . Le acque scorrono fra i cespugli e lasciano il lezzo , il qtiale riftlatgina mano mano le fessure an-i corchc profonde del terreno . A piedi del fossato de-» vesi fissare i' pali degli Alberi aquatici , che diventano utilissime piante , ed eternamente fortificano il riparo .
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