Storia della Toscana dalla fondazione di Filippo Moisè

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      CAPITOLO SETTIMO. 308
      in commercio. In questo modo non cessava Cosimo dal so-pravvedere con gran diligenza alle cose dello Stato e r quelle di fuori; ed essendo in quest'anno scoppiata per o-pera di Sampiero Ornano una sollevazione in Corsica contro i Genovesi, volentieri avrebbe aderito alle domande che gli si facevano da quegli isolani, se non avesse temuto la indignazione della Francia e degli altri principi d'Europa. Restò nulladimeno un gran sospetto negli uomini cbe l'audacia di Sampiero fosse alimentata da segreti soccorsi inviatigli da Cosimo, contro il quale la repubblica di Genova non cessava di far richiami alla corte di Spagna.
      Due anni intieri si procrastinarono le nozze del reggente Francesco coli'arciduchessa Giovanna figlia di Ferdinando I d'Austria; finalmente alla morte di questo imperatore, le difficoltà si spianarono da Massimiliano II, e il matrimonio fu celebrato in Firenze nel dicembre del 1565.
      Anni 1566 dell'E. V. — Era morto in questo tempo anche Pio IV pontefice, il quale, come congiunto ai Medici e loro devoto, avea promesso a Cosimo il titolo di arciduca: ma lo Zasio consigliere imperiale avea fatto considerare al papa che il conferimento di questo titolo sarebbe dispiaciuto agli arciduchi di casa d'Austria; laonde fu pensato di dargli quello di granduca, del quale non s'aveva esempio allora che in Russia. Salito sul soglio pontificio Pio V, il duca si dette a coltivarne l'amicizia, e per primo atto di deferenza e di devozione gli consegnò Pietro Carnesecchi, caduto negli errori degli eretici, e che fu decapitato ed abbruciato come impenitente a Roma nel 1567. Quel titolo appetito di granduca, che doveva Cosimo avere da Pio IV, gli Venne da Pio V; ai 27 agosto del 1569 ne fu segnato l'atto o la bolla, e nel febbraio del 1570 fu coronalo solennemente a Roma.
      Noi non diremo delle gelosie che per questo titolo dato a Cosimo si svegliarono alle corti di Filippo II di Spagna, di Massimiliano II imperatore,idei duchi di Mantova, di Savoia e di Ferrara; gelosie che molto prima s'erano manifestate in più circostanze e che durarono gran tempo dopo, non volendo l'uno cedere all'altro nelle controversie di pre-
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Storia della Toscana dalla fondazione di Firenze
di Filippo Moisè
V. Batelli e Compagni Firenze
1848 pagine 378

   

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