Storia Siciliana di Anonimo autore

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      CLXXXVJIIdel Chronicon che quel nome presenta, non è del secolo xiv, ma di secoli posteriori, e quel nome non vi costituisce che una interpolazione (1). Nè ciò basta; tutta la favola che nella storia nostra si attribuisce ad Arcadio: quegli avvenire Corrado, — il figliuolo di Federico lo Sve-vo, ed erede del padre anche nell'impero di Germania, — ed' ordine d' esso sovrano, per giunta, come ripete il Maurolico (lib. Ili, § li). Tale codice conteneva gli atti degli imperatori bizantini, e raccontava, fra l'altro, tutta una gloriosa leggenda di guerra, della quale erano protagonisti i Messinesi, corsi a liberare dalla furia di tanti nemici, che stringevanlo duramente, l'imperatore Arcadio. Grato costui, concedeva alla liberatrice città compensi ed onori senza fine; e tra gli altri il vessillo con l'insegna dei paleoioghi: la croce d'oro in campo rosso, che diveniva così lo stemma di Messina, sostituendosi al più antico che rappresentava un castello nero in fondo verde.
      ( 1 ) A darne un esempio ricorderò il codice Q q E 165 della Comunale di Palermo, il quale da foglio 87 a foglio 89 presenta una copia dei primi trenta capitoli del Chronicon interpolati appunto col nome di Arcadio e modificati da altre variazioni. In quel medesimo codice da foglio 82 a 86 sono alcuni capitoli della pretesa traduzione latina degli Atti degli imperatori del codice greco messinese di cui è parola nella nota precedente.


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Storia Siciliana
Compilata in dialetto nel secolo XV
di Anonimo autore
Gaetano Romagnoli Libraio Editore
1884 pagine 227

   

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