326 Pìccola, Enciclopedia di giuochi
7° — Tavola reale o tric-trac.
I francesi lo dicono tric-trac dal rumore che fanno i dadi sul tavoliere ; noi, però, addimandiamo questo giuoco tavola reale, forse perchè nel Medio Evo era il giuoco preferito dai nobili cavalieri e dai sovrani.
Ma, senza perderci nelle ricerche etimologiche del nome, e servirebbero a poco, diciamo brevemente le origini di questo giuoco, quanto altro mai interessante.
L'abate Barthélemy nel suo «Viaggio di Anaearsi» (Voyage d'Anacharsis) sostiene che il giuoco della tavola reale era conosciuto e molto praticato dagli antichi Ateniesi. Ah, quei vecchi Greci, dovevano essere ben viziosi... perchè non facevano che giuocare all'oca,, al dominò, alla dama e... anche a tavola reale!...
Né questo giuoco fu ignorato dai Romani, che io dicevano Duodena scripta o Ludus XII scriptorum. E lo afferma Saumase in un suo trattato speciale, nel quale si è preso la briga di confrontare la tavola reale antica con quella moderna.
Come si vede, cito e non invento ; uè sarebbe facile inventare in un campo nel quale molti milioni di intelligenze si sono sbizzarrite a loro talento a traverso diecine di secoli. E ciò dico, perchè i giuochi, anche quelli che sembrano ideati ieri, lo furono invece parecchi se non molti secoli innanzi.
Alla tavola reale si giuocano partite varie, le quali hanno quasi tutte denominazione francese, come : garanguet, dames rabattues, jacquet, tonte tab'le o gamon e il tric-trac.
La zuppa è sempre la medesima ; ma il condimento varia.
La tavola reale si giuoca sopra un tavoliere speciale, formato dallo interno della scacchiera della