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Piccola Enciclopedia di giuochi e passatempi per giovani ed adulti

Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1929, pagine 584

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Enimmistica
   275
   I rebus ebbero studiosi e cultori specialmente in Il:ilin nei secoli xvi e xvn., dove Giovan Batta I'iiIiilino pubblicò nel 1549, coli'approvazione del nulo l'adre Paolo III, un « libro nuovo per imparare a scrivere con cifre figurate » (un libro ricercatissimo lincile oggi dai bibliofili), le quali figure sono veri e propri rebus; e più tardi (verso il 1690) il solito 1 liielli, bolognese, disegnò e fece incidere la tavola ilei rebus che precede questo capitolo.
   In Francia il rebus ebbe pure cultori nel secolo xvii, tra i quali emerse Mr. Tabourot (Des Accords).
   La, parola rebus, dice il Tolosani, dal quale, come ho confessato in precedenza, tolsi le note per questo capiloletto, pare che sia venuta in Italia dalla Francia dalla frase:
   de rebus quae geruntur l'iircolUi di satire che gli scribi di Baroche, in Pic-¦ uni in, leggevano nelle strade i giorni di carnevale, ninii' ila noi, in Toscana, il bruscello, al quale spemi Imeni e offriva (dico offriva, perchè il 6ruscello è euilnlo quasi completamente in disuso) argomento la i Ivulilù. Ira borgate vicine, o la balordaggine o qual-< in- 11 iIVI l o capitale di un terrazzano. Ma, come non ani lei ilo dire e fare le cose chiaramente, la masche-i Hin e i versi, quasi sempre cattivi, nascondevano o11 ili voi hi un pensiero, un rebus, niente difficile ad l'HNi-re Indovini».
   Hoppresisi in Francia gli scribi (una specie di can-I ii ni ih n' napoletani), rimase la parola rebus con la quale enn limi ossi a indicare qualche pensiero colle coni onHeipiienti all'origine della parola.
   il dui l or 11 ochmann nel 1861 in certe sue Indagini ni n Inni misi enne che questa forma figurata di nani omlere, aia pure per semplice diletto, il pensiero,
   pi'ii ........ e l'orse prima che in Italia e in Francia
   ........'InIn in Germania e in Inghilterra.