EnimmisUeo.
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ad accennare, e assai brevemente, ai pochissimi principali : perchè non vo' essere tacciato nè di ruba, nò di guasta, mestieri!
Quindi, chi vuol saperne di più e di meglio interroghi la Guidoi del signor Tolosani nella quale vi sono diffusamente trattati e riportati i più belli esempi di giuochi antichi e moderni in sì gran copia da formare una vera e propria antologia enimmatica. E ci voleva un libro così pensato e studiato per compensarci delle melensaggini che generalmente pubblicano coloro, i quali vogliono fare gli sciara-disti per forza, perchè sono amici di un giornalista miope d'intelletto, capace di pubblicare le scempiaggini loro.
1° — Le sciarade.
La sciarada semplice è un giuoco pel quale occorre una parola suscettibile di essere divisa in altrettanti vocaboli consecutivi.
La parola scelta e i vocaboli derivanti da quella vengono considerati come tanti enimmi e come tali nascosti, nello svolgimento, con le parole convenzionali :
Uno, primiero, primo; due, altro, secondo; terzo ; quarto; finale, ultimo; tutto, intiero, totale.
Dato il vocabolo: consentaneo, si potrebbe spezzi! re in modo da trarne le voci: con- senta - neo / oppure: con-sen-tane-o. Con queste divisioni si potrebbero, quindi, creare tre sciarade differenti, nelle quali, secondo il primo esempio: con sarebbe il primo, munta il secondo, neo il terzo; mentre nel nccoimIo caso: con resterebbe primo, sen secondo, tanio l'-Kti'i, ed o finale; ma nel terzo esempio: conmknta' primo, neo secondo, altro o finale.
l'iil ora verrebbe la volta degli esempi. Ma, a che