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Piccola Encicioiìeilia tli y iuacM
giuoco di azzardo, che ha somiglianza con quello dei dadi.
Gii eroi, dei quali Omero ha cantato le prodezze nella Iliade, si trastullarono all'al io s so durante i dieci anni dell'assedio di Troja; ma di ritorno da quell'impresa, questo giuoco divenne di esclusivo privilegio dei bambini. Ed infatti, quando Fraate, re dei Parti, volle dare del ragazzo a Demetrio di Siria-, man do gli in regalo alcuni astragali d'oro.
L'astragalo, un osso ineguale, convesso in certi
Fig. 17: - faipsft. gin contava sei; l'opposto va-
eoi 1 vessa si contava tre e l'opposta concava, quattro. Dunque, non s'aveva riè il due, nè il cinque.
L'aliosso si giuocava e si giuoca, con quattro astragali che davano 35 colpi differenti, e cioè:
4, nei quali le quattro facce erano eguali;
18, nei quali s'avevano due facce sole di eguale valore ;
12, nei quali tre lati erano uguali ;
1, nel quale gli astragali davano punti tutti differenti, cioè: 1, 3, 4, 6.
Si gettavano con la mano o con il bossolo eguale a quello dei dadi; ma oggi si giuoca come è indicato dalla fig. 17.
punti, concavo in taluni altri, non può posarsi che su quattro lati, essendo le estremità sue troppo arrotondate, perchè servano facilmente di base.
Dei quattro lati sui quali può riposare, due sono piani e due larghi.
Nell'antico, uno dei lati lar-
leva uno ; la parte stretta e