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Piccola Enciclopedia di giuochi e passatempi per giovani ed adulti

Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1929, pagine 584

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Piccola En ciò! opedì <1 di ffi « oc li i
   gii ciie fa la base o levata, giuoca a sua volta e così di seguito Quo a eli e il giro sia terminato. Dalle levate di ciascuno si vedrà se chi ha fatto giuocare ha visto o ha fatto bestia.
   Se chi ha la mano non ha buon giuoco e non vuol rischiare dice passo. Il secondo se vuol giuocare dice : giuoco; altrimenti aneli'egli passa e così gli altri.
   Se qualcuno facesse giuocare, chi è di mano comincia il giuoco con la. carta che più gli aggrada.
   Detto: giuoco, oppure: passo, non si torna indietro.
   Se tutti i giuocatori passano, ciascuno può domandare la curiosa, ponendo un gettone in giuoco, per far voltare la carta disotto al tallone e diventa trionfo.
   Quegli o coloro che hanno domandata la curiosa, hanno il diritto di far giuocare nel seme di questa.
   Chi ha il re di trionfo, ritira i gettoni che sono nel piatto ; colui che scopre un re, prende le marche che sono nel piatto, purché, ben inteso, si faccia i.l giuoco. li
   11 giuocatore che fa tutte le mani, dai francesi detto voi e, ritira tutto quanto è nel piatto ; le bestie che non vanno sul colpo, e un gettone da ogni giuocatore. E quegli tra i giuocatori che, facendo giuocare, non fa alcuna mano, raddoppia quanto si trova sul piatto e fa altrettante bestie quanto ne avrebbe potuto guadagnare, e paga un gettone a ciascun giuocatore.
   Per far giuocare, bisogna avere un giuoco che garantisca almeno tre levate, o per lo meno le primo due.