m eati )) e fanno beni; a chiamarlo così, perchè toltiti a questa partita semplice, sebbene animata, inni havvi di spiacente per le fanciulle del nostro i >oiu -nero, con relativa dipintura della punta del naso.
ilii dirige il giuoco distribuisce le carte a! giuo il mi, dandone una a una, fino a esaurimento, i li;ni giuocatore, a turno, scarta, mostrandole ai M].agni, le carte accoppiate dello stesso valore, i-r due sei, due donne, due quattro, ecc. Quindi ¦ ola le carte che gli sono rimaste in mano e, i •jirrìe, ne dà, a scegliere una at compagno di delia. Questo scarta, se ha potuto accoppiare qualche Mia. e passa come il precedente al vicino, il di locatore che, dopo scartate tutte le carte ac-
i iipiate, rimane in possesso del fante dì picche, si
ii Mi manda omo nero, ed è condannato a scontare ¦ i i penitenza, o a pagare una posta ai compagni di l'inoro.
i .iilesto giuoco è proibito perchè è origine di dì-l'iiie i' risse; perchè si presta a trucchi disonesti e • perdite rilevanti, quando vi si fanno scommesse. ¦ i eondanna il perdente a pagare somme vistose.
79 — li, Bog.
idreorre un mazzo di 32 o dì 52 carte a seconda
eiimero dei giuocatori). riama, (li cominciare la partita ciascun giuocatore ¦ '¦ \e un egual numero di gettoni o marche.
¦iiia tavola, si trovano dei bogs, cioè piattini o i Ime racchiuse in un rettangolo, o collocate in i ioìo che le contiene tutte. Sul fondo di da'ti le cinque scatoline, o piattini, si mette una 'i' e ri e seguenti: un asso, un regio, una dama, un ionie i! 1111 dieci.