Ut lauta dite giuochi (ti curie non proibiti e proibiti I),
giuoco e mia dello stesso valore da quelle del mazzo, le scarta. Gli altri giuocatori, a turno, il primo. Allorché, però, uno dei giuocatori nou ha una
¦ ii la dello stesso valore di quello del mazzo, e di conseguenza non può scartare, deve dichiarare fallimento (mettre cul-bas) e scoprire il suo giuoco, che
a ad ingrossare il numero delle carte distese sulla la vola alla disposizione dei giuocatori.
l'Ili possiede tre carte uguali a una di quelle del mazzo può d'un sol colpo, in una volta sola, scariare le quattro carte, e quello tra i giuocatori che i r il primo ha scartato tutte le sue carte, guadagna la partita e da ogni compagno ritira tanti gettoni •piante sono le carte non scartate da ciascuno di ewsi.
Invece, quelli tra i partecipanti che fecero falline 'ilo, devono pagare un numero di gettoni pari alle ¦arie distribuite a ciascun giuocatore.
(><> — L'ASSO HI riceiiE.
giuocare all'asso di picche si prende un mazzo
¦ li in carte, dal quale si tolgono i 4 fanti e le 4 donne.
1 'ia se un giuocatore, a turno, distribuisce le carte, il piamo giuocatore pone una messa. Chi fa carte In ne dà una scoperta. Se questa carta ò l'asso di pi''he, lutti i partecipanti al giuoco gli pagano un
......i o i]j gettoni o una somma pari alla messa ; ma,
• una carta diversa dall'asso di picche, la messa r' a al piattello, i a pa i-I ita continua di tal guisa per tutti gli altri ¦¦'•calori. Quegli tra questi che riceve l'asso di •e i In- riceve da tutti i colleghi il valore della pro-i'm.i messa e tutto quanto è stato ammassato sul
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