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rosa e, di conseguenza, le corrispondenti del mazzo azzurro, quelle che restano in mano dei giuocatori sono le carte che concorrono ai premi. I privilegiati ritirano il premio assegnato alla carta simile a quella rimasta nelle loro mani.
Le carte da giuoco comuni da noi ora sono sosti tuite da due mazzi di 40 carte ciascuno, con disegni eguali, ma con la copertina di colore diverso.
Colui che dirige il giuoco dispone di un certo numero di carte (da 3 a 5) coperte, dinanzi a sè, sulle quali vien collocato il premio.
Dell'altro mazzo ne distribuisce un numero eguale a tutti i giuocatori, riservandone alcune (da 3 a 5) che pone all'incanto e cede al miglior offerente. Il ricavo dell'incanto va ad aumentare proporzionalmente i premi.
Il giuoco, quindi, procede come con le carte comuni, ma i giuocatori possono renderlo pili animato, scommettendo sulle carte che posseggono, e perde colui le carte o la carta del quale è annunziata prima dal banditore.
05 •— Il Fallimento.
(Un mazzo di 52 carte).
Con un mazzo da 52 carte si giuoca anche quella partita che, durante la Reggenza, fece furore e fu in grande voga, malgrado il nome poco... bello, nella più eletta società di Francia.
I francesi lo addimandavano, infatti, le cul-bas; noi lo diciamo del fallimento. Uno dei giuocatori di stribuisee quattro o cinque carte a ciascuno dei compagni; quelle che restano al mazzo, le dispone scoperte sulla tavola.
II primo giuocatore prende una carta dal primo