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Piccola Enciclopedia di giuochi
43. Un buon giuocatore si distingue dai modo di giuocare le carte. Non è possibile di giuocarle bene, se non si conosce la forza delie carte: perchè, dalle carte che si hanno, si deve conoscere quelle dell'avversario, e ciò che deve avere scartato, ponendo cura a ciò ch'egli mostra ed a ciò che conta.
44. Lo scopo principale del giuocatore, giuocaudo le sue carte, deve essere di vincere; e di fare molti punti, impedendo all'avversario di farne ; ma anzitutto si devono fare le carte, che valgono dieci, per chi le fa.
45. Chi non conosce il giuoco del Piquet, sappia che nel Piquet non vi ha trionfo, e c-he le mani, o levate, vengono fatte colle migliori carte del colore giuoca to.
46. Se, per errore, chi risponde alla carta giuocata, pure avendone, non dà il colore, giuoeato dall'avversario, non gli è permesso di riprendere la carta per sostituirla con altra del seme richiesto.
47. Il giuocatore chi; è secondo in carte, prima di giuocare conta tutto ciò che ha da contare nel suo giuoco; e quando, giuocando, fa la levata, ri-giuoca nel colore che vuole. Gli avversari giuocano l'uno e l'altro così, fino a che le dodici carte di ciascuno non sono esaurite; chi fa l'ultima mano, conta due punti, se la, carta ch'egli giuoca è una carta che marca ; ma ne fa uno se la carta non marca.
48. Ciascuno poi conta le proprie levate, e chi ne ha di più conta dieci per le carte; ina quando sono eguali, non vengono contate nè da una parte, nè dall'altra.
49. Finita la giuocata, ognuno deve marcare i punti fatti fino a che la partita non sia terminata. Quindi ricomincia a distribuire le carte, dopo averle mischiate e fatte alzare.
50. A turno, ogni giuocatore fa le carte, se la parliti! uon finisce in un sol giro.