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Piccola Enciclopedia di giuochi e passatempi per giovani ed adulti

Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1929, pagine 584

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Pìccola Enciclopedia di giuochi.
   silenzio assoluto in ehi giuoca e in chi sta a vedere a giuocare.
   In Francia apparve sotto il regno di Enrico IV; e fu ritenuto per molti anni come il giuoco di carte più bello ed intellettuale anche in Italia, dove fu conosciuto, per le invasioni spagnuole, prima che in Francia. Triste privilegio !
   Oggi il giuoco del Ombre è in ribasso dovunque ; il picchetto e il whist l'hanno battuto dovunque, anche in patria, nella Spagna, dove ben altri giuochi d'azzardo vuotano le tasche dei bravi Castigliani, degli Spagnuoli, i quali nell'arte di passare allegramente il tempo e di giuocare furono in ogni tempo m a estri eccellenti.
   Il giuoco del Ombre colle carte non ha nulla di comune con l'oscurità cagionata dai corpi opachi intercettanti il corso diretto della luce. La parola Ombre è, in questa circostanza, la corruzione di quella spaglinola Hombre, che significa uomo, ed errano ed hanno errato adunque coloro che in italiano hanno stampato « delle ombre » (plurale di ombra) a scambio di del Ombre cioè dell'uomo.
   E Vitoino in questo passatempo è l'avversario, contro il quale si collegano gli altri giuncatoli per impedirgli o per contrastargli la vittoria. Il giuoco del Ombre non è giuoco da prendersi, così, a gabbo.
   La Maniglia e il Basto sono Slucci e cioè: altrettanti onori in mano del Ombre.
   Terrazza si dice quando un giuocatore ha in mano Spadìf/lia e Basto, e due altre carte equivalenti ed è l'ultimo in giuoco.
   Generalità del giuoco.
   A ciascun giuocatore si danno 100 marche, delle quali viene stabilito il valore prima di cominciare il giuoco. La sorte determina chi fa le carte, e il pre-