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Maria Stuarda
Tragedia in cinque atti
Federico Schiller
Editore Remo Sandron, 1925, pagine 171

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ATTO PRIMO — SCENA VII.
   45
   Voi sempre mi pareste; or Jo mostrate. Dite, snll'oiior'vostro, in Inghilterra lino Questa legge si da?
   I'ai lex Dassi. Io non debbo
   Negarlo. Essa è diritto. Maria Ora, o signori,
   Perchè tanto severi a questa legge Quando ponimi aggravar mi sopponete? E poi la violate apertamente i°13 Quando ponimi 'giovar? Ohe non fu tratto Babintonno vivente a me dinanzi? Cliè non si tregge, come vuole il dritto, Olirlo e Navè, che tuttavia son vivi? Oecilio Donna, non v'irritate! 11 vostro accordo 1020 Con Babintonno non è solo....
   Maiìia «è il solo
   Ohe mi soggetta alla britanna scure. Non mutate argomento! Oecilio Ti manifesto
   Ohe coli'isipaiiO1 ambasciator Mendoza.... 09 Maiìia Non mutate argomento! Oecilio Macchinaste
   1025 La ruma del trono e della, Chiesa; Che tutte le diverse armi d'Europa Contro PAnglia movendo.... Maria E fatto io Fabbia?
   Io no '1 feci, o signor ! Ma dato ancora Che non fosse l'accusa una menzogna, 1030 Mi veggo in questo suol, contrai la legge Belle genti, prigione; e pur non venni. L'arme in pugno, fra voi, ma supplicando lii ospizio, qui venni, e nelle braccia D'una donna regal, d'una congiunta ios5 ari gittai confidente; e dove asilo, Dove ajuto sperava, altro non ebbi Ohe ceppi e violenza ! Or favellate !
   69 Mendoza: Don Urinarci ivo de Mendoza, ambasciatore di Filippo TI, re di Spagna, alla Corte inglese.