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Maria Stuarda
Tragedia in cinque atti
Federico Schiller
Editore Remo Sandron, 1925, pagine 171

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   MARTA STI- ARDA
   Cecilio I vostri servi.
   880 Curio e Nave sostennero, giurando Che non corse in que' fogli una parola Non proferta da voi.
   Maria Che? sulla voce
   De' miei stessi famigli io son dannata? Di questi venderecci traditori 085 Della, propria legittima, sovrana?
   Di questi infami, che nell'ora istessa. Mi rompono la fede e mi si fanno Credliti accusatori ?
   Cecilio E pur voi stessa
   Per onesto e leal quello scozzese 890 Curio vantaste.
   Maria Lqi tenea per tale ;
   Ma, l'ora, del periglio è l'ardua prova Dell'umana virtù. Forse i tormenti Han costretto il suo labbro alla menzogna, ; E, del falso attestando, a, sè credette m Procacciar sicurezza,, a me rema, Nulla nuocere o poco.
   Cìecilio Egli depose,
   E giurò volontario.
   Maria Egli no '1 fece
   Me presente, o signore. — Oh, non son essi Viventi? Si producano, e l'accusa lono Mi ripetano in volto. E perchè mai Un dritto mi si toglie all'assassino Non conteso? Da falbo il mio custode Raccolsi io pur che sotto questo istesso Reggimento britanno avvi una legge 1005 Che pon l'accusatore alla presenza
   Dell'accusato. M'ingannai? fraintesi ? Ditelo, Piiuleto ! Integro e probo -*_,
   68 Curio e Nave: segretari particolari di Maria. Il primo era un nomo semplice ed onesto; il secondo invece era astuto e senza scrupoli. Si chiamava Nau, ed era stato segretario del Cardinale di Lorena.