Circondario di Patti
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Il dirupato capo Calava, alto 90 metri, con bella veduta dello Stromboli, perforato nel 181G per circa 200 m. per il passaggio della strada provinciale Messina-Palermo, sarà prossimamente attraversato, per la lunghezza di 1700 metri, da una galleria della ferrata Messina-Cefalù-Falernio in costruzione.
Il capo Tindaro, con ia Madonna del Tindaro e la grotta con stalattiti della fata Donnavilla, è rinomato per l'antichissima città di Tindari che vi sorgeva e della quale già abbiamo discorso trattando della provincia di Messina.
Pelle rovine di Tindari la più cospicua è il teatro a semicircolo, di costruzione romana, e la muratura pone fuor d'ogni dubbio codesta origine. Non è grande, misurando nel diametro esterno 64 metri soltanto e 25 l'orchestra. La cavca era divisa in 9 cunei ed aveva 27 ordini di sedili in muratura. Della scena e del pnstscenium, non rimangono che le sostruzioni. Il prosceniinn, ch'era in opera laterizia, era amplissimo altro carattere romano. Era insomma un teatro greco rifatto e modificato dai Romani. Dal pendìo soprastante alle rovine di codesto teatro si gode di uno dei più magnifici panorami dell'intiera Sicilia e che può competere col rinomato dalle rovine del teatro di Taormina.
A sinistra, le isole Lipari; a destra, l'intiero golfo d'Olivevi, indi la penisola di Milazzo, e, di qua dell'istmo, la baia di Spadafora sino al cupo Rasocolmo sul quale adergonsi i monti Nettunii. Verso mezzodì, il pizzo di Tripi (Gli- in.) e rocca di Novara (1341 m.) con sopra i monti Erei e, dietro ad essi, il cono torreggiante dell'Etna. Ameni colli, vestiti di uliveti, accrescono la bellezza dell'intiero paesaggio costiero.
Passata la Scala di Tindari la strada percorre un declivio coperto di quercie odi sommacco lungo la suddetta baia d'Oli ve ri e, varcata la fiumara Oliveri, si arriva a Falcone, poi all'Arangia, nel circondario di Gastroreale, con bella veduta del declivio di capo Tindaro.
Già sin da'suoi tempi remoti Erodoto esaltò la bellezza del litorale del circondario di Patti, di un pittoresco incantevole e che porgerebbe ampia materia al pennello di un paesista. Il territorio e fertilissimo, principalmente in vini, olio, agrumi, seta, sommacco, frutta secche, ecc. La spiaggia, che si costeggia e lungo la quale si sta costruendo la strada ferrata, è variata ed amena. Le montagne, che vanno gradatamente innalzandosi nell'interno, appaiono coperte d'alberi e di paesi e sono irrigate da acque abbondanti. Dal castello di Brolo, che ergesi sopra un'alta rupe pendente sul mare fra ì due capi Galavà ed Orlando, volgendo le spalle alle Eolie, si presentano allo sguardo in scene deliziose la valle dell'interno e le vicine colline ammantate della vegetazione più rigogliosa.