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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Reggio Calabria - Catanzaro - Cosenza
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1900, pagine 258

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Palmi
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   faille occidentali del monte Sagra, in situazione amena e in aria saluberrima, alla sinistra del fiumicello Geropotamo, affluente del Metramo. Due opere pie. Fornaci di calce, fabbriche di liquori, concerie, ecc. L'industria principale è la bachicoltura, oltre la fabbricazione dell'olio, del quale si fa, in un col vino e gli agrumi, un attivo commercio.
   Cenni storici. Gli antichi Locresi fondarono cinque villaggi sparsi in una pianura, coronata da una catena degli A pennini e chiamati, dopo la venuta di Sant'Agostino iu Reggio Calabria, coi nomi di Santo Paulo, Sant'Elia, San Demetrio, San Lorenzo e San Xicola. I Saraceni, che dominavano la Sicilia, venivano spesso a commettere ratti e rapine, e allora, per potersi difendere, gli abitanti dei cinque villaggi pensarono di riunirsi fondando Cinquefrondi, nome derivante o dai villaggi o dalle cinque torri che allora esistevano. Fu cìnta di mura e si entrava soltanto per due porte, di cui rimane mezzo arco, e fu un feudo prima del marchese Giffone e dopo, fino alla venuta dei Francesi, della famiglia Pescara, duchi di C-alvizzano. Il terremoto del 1783 la distrusse, ma fu riedificata ed abbellita. Gli abitanti, forti e bellicosi, nel 180'J distrussero una colonna di soldati francesi ben disciplinati, e comandati dal generale Cavaignac. Unici avanzi dell'antichità di questo paese sono una torre mezzo diruta, che conserva ancora alcuni sotterranei e le feritoie; pochi muri al convento di Santa Maria, la chiesa di Sant'Elia, un mezzo convento di San Filippo, dove il padre Columella scriveva intorno al modo di coltivare la terra, e la chiesa del Rosario, consacrata una volta al Dio Apollo, o, come sostengono altri, alla dea Proserpina. In alcuni scavi eseguiti, si rinvennero monete antichissime e di variì imperi, ciò che dinota la varia dominazione, a cui fu soggetta.
   Coli, elett. Cittanova — Dioc. Mileto — P3 e T. locali, Str. ferr. a Rosarno.
   Anoja (1924 ab.). — A 220 metri di altezza sul mare, a 3 chilometri a maestro da Ciuquefronde, sulla destra del Geropotamo. diviso in due frazioni, Anoja Superiore e Inferiore, in aria salubre e con territorio pianeggiante e producente vino e foglia di gelso.
   Cenni storici. — Anche questo villaggio fu sconquassato dal terremoto del 1783.
   Coli, elett. Cittanova — Dioc. Mileto — P2 locale, T. a Cìnquefronde, Str. ferr. a Rosarno.
   Galatro (18SS ab.). — All'altezza di 150 metri sul mare e a G chilometri al nord da Ciuquefronde alla sinistra del Metramo, su di un altipiano a pie dei monti della Serra, con territorio fertilissimo in cereali, olio, vino e foglia di gelso.
   Acque minerali. — Sgorga nel territorio di Galatro, in ragione di 45.000 litri al giorno, un'acqua solfurea che ha la temperatura di 35 gradi e si adopera con profitto per bagni dagli abitanti dei dintorni nella cura delle malattie cutanee. Anche dal vicino monte Longa scaturisce un'acqua ferruginosa.
   Cemii storici. — Sorgeva in addietro sopra una collina e, atterrato dal terremoto del 17S3, fu riedificato in pianura, in un luogo detto Sergia, Nel 15G7 non contava che 250 abitanti e nel 1848 ne aveva 3408, che scesero, secondo il censimento del 1881, a lbSS. Fu anticamente un feudo dei Milano di San Giorgio.
   Coli, elett. Cittanova — Dioc. Mileto — P2 locale, T. a I.aureana di Rorello, Str. ferr. a Rosarno.
   Giffone (2904 ab.). — All'altezza di 600 metri sul mare, a 7 chilometri a greco da Ciuquefronde su di amena collina granitica con la fronte a sud. Ergesi a est il monte Fontanelle (1050 m.), contrafforte della Serra. Fra nord e sud si presenta da quell'altezza la grandiosa, stupenda veduta della piana di Gioja, del Tirreno e di porzione della vicina Sicilia, con le isole Eolie. Parte del territorio è ferace di varii prodotti agrari, ii rimanente è sterile pei venti e le nevi.
   Cenni storici. — Giffone non era dapprima che un gruppo di poveri abituri costruiti da nomadi e fuggiaschi; solo verso il 1700 vi fu fondato il paese odierno da Francesco Giffone (di cui serba il nome), marchese di Ciuquefronde. Infatti, una lapide marmorea