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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Reggio Calabria - Catanzaro - Cosenza
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1900, pagine 258
Palmi
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Scilla scintillante appiè della sua rupe, mentre il pallido Etna, con la nevosa sua cresta, chiude la bellissima prospettiva. Un paesaggio ameno e variato circonda questo luogo delizioso: grigie roccie e grigi ulivi o ridenti giardini con in lontananza, dì mezzo ai rami graziosi, la città di Bagnara ».
Questa poetica descrizione non è punto esagerata. Sarebbe difficile immaginare ima situazione più bella di quella dì Palmi, ma essa è quasi superata dal grandioso e magnifico panorama che da essa si para innanzi allo sguardo estatico. A sud vedesi l'ingresso del Faro.il castello ili Scilla, la città e il porto di Messina e, più oltre in lontananza, l'Etna gigante. La costa settentrionale della Sicilia si segue sino a capo Milazzo; \erso settentrione lo sguardo percorre il golfo dì Gioja sino a capo Vaticano. \ orso il man le isole Lipari (Aeoììae Insnlae), di cui le più prossime sono: Vulcano, Lipari, Panaria e Stromboli e le rimanenti Satina, Filicuri ed Alicuri.
Come tante altre città e villaggi della Calabria, Palmi fu atterrata (come vedremo più sotto) dal terremoto del 1783 e riedificata in un altro luogo secondo un piano regolatore. Un quadrangolo, nel centro della gran piazza già San Ferdinando, un rettangolo intorno alla bella fontana ili forma di una palma corrispondente al nome della città. A nord la piazza longitudinale, già Maria Carolina, intorno alla chiesa principale ed, alla sua estremità, le prigioni, il Tribunale e il Municipio. A est e ovest le piazze quadrate più piccole, già piazza Carlo Tito e piazza Strongoli. Quattordici strade in linea retta, lastricate con pietre poligonali secondo l'antica usanza e con condotti sotterranei per tenerle asciutte e pulite, dividono la città in 51 isole, con cinque chiese, ecc.
Palmi è una città con molte industrie e commercio, principalmente dell'olio di uliva e del vino, favorito dalla navigazione. Vi sono molti commissionari, rappresentanti ed agenti di assicurazioni. Fabbriche e negozi d'olio d'uliva e di vino, di paste alimentari e paste dolci, di carrozze, di cremortartaro, di saponi, di sedie, di pellami, di spìriti, ecc.; tipografìe, librerie, giornali.
Il bilancio comunale di Palmi, per l'esercizio 1897, dava i seguenti risultati:
Attivo
Entrale ordinarie.......L. 144.G9U
» straordinarie......» 707
Mowmento di capitali ,.,..» 201.t>6ti
Differenza attiva dei residui ...» 8.808
Partile di giro e contabilità speciali . » 48.578
'Volale L, 404.758
Passivo
Spese obbligatorie ordinarie . L. 118.397
» i) straordinarie . . s 15.187
» facoltative.......» 10.400
Movimento di capitali ...... 20G.ISC
Partite di giro e contabilità speciali . li 4S.57S
Totale L. 404.758
Cenni storici. — l il edificata nel secolo XV da Carlo Spinelli, duca di Seniinara, e fu perciò detta 111 prima Carlopoli; ma, secondo il Giustiniani, non era allora che un villaggio dipendente da Seniinara. La sua situazione sul mare le procacciò 111 seguito un rapido sviluppo, sì che, nel secolo XYII1, era in floride condizioni, aveva un commercio esteso ed era annoverata fra le città più doviziose della Calabria ; finché fu distrutta, conte abbiamo detto, dal terremoto del 1783 e poi riedificata.
La sua distruzione così viene descritta da Carlo Botta nel voi. XII, libro 49, del'a sua Storia d'Italia: « Era Palmi una delle più belle ed opulenti città della Calabria Ulteriore. Vi fiorivano, per la provvidenza del principe di Cariati, manifatture da seta e di lana, vi fiorivano l'educazione dei filugelli e la coltivazione degli ulivi, \i si faceva un mercato assai celebre per gii olii. Case, edilizi, manifatture, palmenti, frantoi, conserve da uve e da olio, quanto la natura aveva prodotto di più grazioso, quanto l'arte di più utile tutto distrusse il giorno dei 5 di febbraio. Millequattrocento persone vi perirono. T barili e le anfore contenenti l'olio fracassati e spezzati, tanta quantità ne sparsero che, per lo spazio di alcune ore, ne corse un rivo al mare. Quest'oliu, misto