Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Reggio Calabria - Catanzaro - Cosenza', Gustavo Strafforello

   

Pagina (79/266)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (79/266)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Reggio Calabria - Catanzaro - Cosenza
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1900, pagine 258

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   74
   l'arte Quarta — Italia Meridionale
   capitelli sono di diversi disegni e alle colonne servono in parte di piedistallo capitelli arrovesciati. La prima colonna a destra dell'ingresso reca, in una croce greca, l'iscrizione in greco: Dio è il Signore apparso a noi. Sopra i quattro quadrati angolari ergonsi cupole cilindriche ed una quinta, la più alta, sul quadrato di mezzo. I quattro quadrati mediani hanno volte a tutto sesto. Le finestre sono archeggiate. Vi si veggono anche avanzi di freschi antichi e l'architettura della Cattolica in generale porge testimonianza delle comunicazioni medioevnli coUTmpero bisantino.
   Nei territori di Stilo e di Pazzano soini minerali ili ferro che in passito furono utilizzati nelle fonderie di Mongiana (provincia di Catanzaro) nel lato occidentale della montagna.
   Cenni storici. — A Stilo, nell'impresa sfortunata dell'imperatore Ottone II per liberare l'Italia dai Saraceni, perirono, il 13 luglio del 982, ben 4000 Tedeschi e l'imperatore stesso si salvò fuggendo sopra una nave greca a Rossano. La sede vescovile fu trasferita a Squillate ; ma Stilo risorse dalle sue rovine per essere poi danneggiata di bel nuovo dall'orrendo terremoto del 1783.
   Uomini illustri. — Stilo va superba a blton diritto di aver dato i natali ad uno dei più grandi filosofi che vanti l'Italia, al famosissimo Tommaso Campanella. Nacque egli, col nome di Giovai! Domenico, il 5 settembre del 1568, si fece frate domenicano a 15 anni, studiò filosofia da un rabbino e pel suo scritto Philmopìiia sensibtis demonstnda, in cui difendeva Telesio, il primo avversario di Aristotile in Italia, fu preso siffattamente in avversione dai seguaci dello Stagirita in Italia che fu costretto ad abbandonare la sua patria. Accusato di magia e derubato segretamente dei suoi scritti, che furono consegnati ali Inquisizione, dopo una lunga dimora a Poma, Firenze, Venezia, Padova e Bologna, rimpatriò nel 1599; ma, venuto anche in sospetto per mene politiche e perlina pretesa congiura coi Turchi contro il re di Spaglili lu gettato iu carcere in cui languì 26 anni. Sottoposto sette volte alla tortura non si smarrì e compose in carcere più di quaranta trattati di filosofia, matematica, fisica, medicina, astrologia, teologia, politi®, in parte perduti ; finché, per intromissione di papa Urbano Vili, fu internato in Poma e posto, tre anni dopo, in libertà (1629) con un annuo assegno. Sin ch'egli non divenisse perciò un papista è attestato dal suo scritto: De eligendo summo ponlìfice semper oplimo. Anche in Poma non si sentendo al sicuro dagli Spaglinoli, Campanella andò a Parigi, ove fu ben accolto da Luigi XIII e dal cardinale Piclielien; finché, stanco di una vita agitata, si ritirò in un convento del suo Ordine, ove morì il 21 maggio 1639. La morte lo sopraccolse prima ch'ei coordinasse, in un insieme enciclopedico, la collezione delle sue opere, delle quali solo i primi quattro volumi erano venuti in luce a Parigi (1636).
   Dell universalità del suo sapere porgono testimonianza i suoi scritti numerosissimi (82!), i quali trattario di filosofia, scienze naturali, astronomia, astrologia, medicina, teologia, dogmatica, morale e politica. La più parte di questi scritti furono compiti in prigione; tua furono pubblicati in gran parte, prima della sua scarcerazione, dal sassone Tobia Adami, ch'egli aveva conosciuto in prigione. Citeremo i seguenti: De sensu rerum et magia (Parigi 1636, 2a ediz.) ; De genlitismo non retinendo (ivi 1636); Astrologicorum libri VII (Francoforte 1630); Prodromus philosophiae instauratae (ivi 1617); Exordium melhaphysicue novae e Nora phi/siologia secundum principia propria; Apologia prò Galilaeo (ivi 1622); Phijlosopìtia epilogistica realis (iu 163S), a cui va annessa la famosa Civitas Solis Universalis plnjlosopltia (Parigi 1638); l'hylosopltia rationalis (ivi 1633. ili 5 volumi) e per ultimi i Discorsi politici ai principi d'Italia, pubblicati dal Garzilli (Napoli 1848).
   Caratteristica del Campanella sono: ricchezza ed arditezza di pensieri, con penetrazione sorprendente, miste a strani sogni astrologici e magici. La sua apologia del catolicismo e del papato nella Monarchia Messine (Aix 1633) e nell'opera Della