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l'arie Quarta — Italia Meridionale
surriferita, un bassorilievo rappresenta un Sacrifizio con diciotto figure in duo gruppi. In mp.7.7.0 due giovinetti depongono l'offerta sull'altare. Dal lato verso la porta della città è effigiato il Buellio e dall'altro lato della base, una barca con due alberi, uno diritto e l'altro transversale al sommo del primo che regge una vela quadrata. Un uomo sta al timone e due giovinetti ignudi sono appiccicati all'albero trasversale come volessero ammainare la vela, mentre due altri si arrampicano su per le corde ed un uomo in corta tunica le raccoglie al basso. La nave ha per rostro una testa di Miner va e all'altra estremità una testa d'oca con un collo lungo e la si vede già disarmata dei remi. Questa scoltura singolare crcdesi abbia un doppio significato : primieramente come allusiva alla condizione commerciale di Munazio e in secondo luogo quale emblema dell'ultima scena della vita quando l'anima entra nel porto sicuro e tranquillo della morte. Nell'interno della camera sepolcrale c nelle nicchie furono trovate parecchie urne cinerarie, alcune lampade e grandi vasi di vetro con coperchi di piombo contenenti ceneri. In una piccola nicchia nel muro del chiuso è un cippo col nome di Caio Munazio Atimeto, morto in età di 57 anni.
Segue un pieciol ricinto detto Triclinio Fvncbre, con porta bassa, aperto in cima e con pareti dipinte con fiori ed uccelli. Serviva di Siliceniium ai funebri banchetti ed havvi tuttora nel centro d piedestallo circolare della tavola per questi banchetti. Un'iscrizione dice che fu eretto a Gneo Vibrio Saturnino dal suo liberto Callisto.
A destra: Sepolcro d'Alleio Lucio Libella senza colombario, ma con superbo gran piedestallo di travertino scolpito con esattezza e leggiadria. L'iscrizione in latino suona : « A Marco Alleio Lucio Libella, padre, edile, duumviro, prefetto e censore ed a Marco Alleio Libella, figlio, decurione che visse 17 anni ». Il luogo del monumento fu loro concesso dal popolo. Alleia Decimilla, figlia di Marco e sacerdotessa pubblica di Cerere fece innalzare questo sepolcro al suo sposo e al suo tìglio
Di rispetto al detto triclinio, a destra: Sepolcro di Ceto Labconc, già monumento grandioso con ricchi rilievi 111 istucco e statue. Presso il sepolcro si rinvenne un'iscrizione latina, trasportata nel Museo, che tradotta in italiano suona: «A Lucio Ceio, figlio di Lucio, della tribù Menonia ed a Lucio Labeone, figlio di Lucio, duumviro di giustizia per la seconda volta, quinquennale, Menoniaco liberto »,
A dritta, Sepolcro della famiglia Arria. Sopra un muro con terrapieno clic serve di base ergesi una solida costruzione rivestita di stucco con una facciata alta ni. 3 Y» in cui due pilastri reggono 1111 frontone dandogli l'aspetto di un tempietto. Nel mezzo un'iscrizione latina clic suona in italiano : « Marco Arrio Diomede, capo del borgo Augusto Felice suburbano in sua memoria ed a quella dei suoi y>, dal che si rileva clic qui era situato 1111 borgo 0 villaggio di Pompei detto Pago Augusto Felice in cui sorgeva la celebre Villa di Diomede, che ritroveremo più qua col sepolcreto della gerite Arria. 1 fasci sotto l'iscrizione attcstano clic Arrio Diomede era un magistrato principale ed essendo arrovesciati significano morte. Fuori del muro basso del recinto sono due erme funeree coi dorsi rigati per imitare i capegli. Una di esse reca il nome del primogenito di Marco Arrio e l'altra quello della sua figliuola Arria morta nella tenera età di otto anni. In fronte al muro lungo la strada un'iscrizione ad un'altra figliuola della medesima famiglia Arrio.
Presso la piattaforma, basamento delle tombe Arriane e in una piccola nicchia semi-circolare il cippo di 1111 fanciullo N. Velasius Craìus, con un'iscrizione clic rammenta la sua morte in età di dodici anni. Accosto, le tombe di Salvio che mori a cinque anni, e di Scrvilia, ambedue in rovina.
Casa di Marco Arrio Diomede. — Una delle case più vaste e meglio conservate di Pompei a due ordini, uno a livello di via llomiziana, l'altro in pendìo sul giardino. Il peristilio ben proporzionalo precede l'atrio e nella corte scoperta e l'impluvio per l'acqua piovana che cadeva nella sottoposta cisterna da cui attingevasi per due puteàli.
Per otto gradini scendesi nell'interno ove son le camere degli schiavi, la cucina 0 le sue dipendenze. Due ingressi, uno pei padroni e l'altro per la servitù. Dirimpetto al peristilio e fra il cortile e la galleria è una stanza che offriva per la sua ampiezza spazio bastante per passeggiare e fare altri esercizi durante la pioggia. Nei due lati più lunghi sono due stanze con vedute auienissime e due stanzette per usi diversi. Segue il Cubiculum, 0 stanza da letto, preceduta dalle stanzette dello schiavo di servizio. Seorgesi in essa un'alcova con un incavo in cui si rinvennero profumerie e cosmetici.