Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Napoli', Gustavo Strafforello

   

Pagina (285/475)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (285/475)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario di Napoli —
   Ercolano
   265
   quadro con Io custodita da Argo dai cento occhi da cui piglia nome la casa. Un'altra satolla, forse per dormire, è decorata di meandri, paesaggi, piante, pavoni e di due quadretti di Galalea e l'oli-femo e di Ercole negli Orti Esperidi. Per un vestibolo, con attigua una camera pel servo, si esce nella strada. Alla porta vi sono due sedili sotto un loggiato sorrelto da colonne.
   I piani inferiori par fossero destinati ai bagni, alla cucina, alla dimora degli schiavi ed alle faccende più ordinarie della famiglia. Vi si vede un tempietto con in mezzo un'ara e un'apertura nella vòlta. In una nicchia fu rinvenuta una statua di Venere in terracotta.
   Da alcuni canali spicciavano getti d'acqua abbondante; piccole cancellate in ferro cingevano altre loggie aperte verso il mare ; ed altri portici e sale, doviziose di marmi e di dipinti, compivano da questa parte l'edilizio sontuoso. Voglionsi ricordare fra gli altri i quadretti dì Dirce avvinta al toro furioso e di Perseo che mozza la testa a Medusa. Ivi presso si rinvennero due busti in bassorilievo di Diana e di Apollo, parecchie piccole teste di Fauni e Baccanti in argento, assai eleganti, ed un sistro in bronzo.
   La Casa dell'Argo, esplorata sotto Carlo III, stondevasi sotto la strada moderna e non poterons; perciò continuare più oltre gli scavi, i quali furono però ripresi in seguito, come vedremo più innanzi.
   Vogliamo però in prima recare per curiosità, e per illustrare le cibarie degli antichi, un catalogo di quelle clic furono rinvenute nel suddetto secondo piano.
   1. Commestibili. — Noci assai grosse, noceiuole, prugne, mandorle, fichi secchi interi o tagliati per lo lungo ed accoppiati (la nux cum duplice fica di Orazio) e le foglie, forse d'alluro, con cui furono disseccati come si costuma sempre anche oggidì; alcuni capi d'aglio c papaveri; un pezzo di formaggio e gli avanzi di un canestro ; una grande quantità di grano conservato perfettamente, con una pala per aerarlo ; farro, riso, lenti, cicerchie, piccole fave; alcuni vasi di creta con farina di qualche cereale, con fichi secchi e con ulive; altri vasi pieni di farro, di lenti e di miele; un purtaolio con turacciolo di sughero e in fondo olio aggrumato; presso questi vasi alcune ossa con avanzi di carne, forse di prosciugo; varie stoviglie con commestibili ridotti 111 polvere bianca; un vaso in vetro con miele e turacciolo di foglie ravvolte ; un'ampolla con liquore raddensato e residui di cera in fondo ; un pezzo d'incenso ; unguento condensato; due grandi casse ed una piccola di legno arsa con serrature, piene di pasta sulla quale era appiccicata la tela die le copriva, e finalmente delle conchiglie.
   2. Oggetti in oro. — Un orecchino con grossa perla; un altro in forma di un quarto di pomo, un braccialetto ili bronzo dorato, con alle estremità due teste di un anfesibene, serpente favoloso.
   3. Oggetti in bronzo. — Molte conche, ogni sorta di utensili e ornati di porte e mobili, un'ala ed un braccio elegantissimo di un Cupido, un cembalo e tre campanelli
   4-, Oggetti in ferro. — U11 arnese nuovo e curioso a lungo manico, forse per trasportare la brace, ed una gran forbice.
   5. Oggetti in vetro. — (Jna grande e bella sottocoppa azzurra, disegnata con gusto squisito ; frammenti preziosi di piatti, di vetro azzurro e di vasetti imitanti le tinte graziose e cangianti dell'agata sardonica ; una caraffa quadrilunga, la maggiore di quante ce ne abbia tramandato l'antichità, una coppa ed un vasetto a palla col collo stretto e con due maiiiclietti.
   0. Oggetti in creta. — Molte lucerne, una ancora col lucignolo, ed altre coi bassorilievi di un Gallo, di una Diana e di un Amorino clic rcca sulla spalla un bastone da cui pendono due secchielli ; molte anfore per la conservazione del vino e dei liquidi, pignatte, canabi (paiuoli per la manipolazione del latte), ccc.
   1. Oggetti misti. — Un'erma di Bacco barbuto, in marmo ; un fuso ed alcuni dei sòliti tubetti forati in osso, che adoperavausi forse per lavori donneschi] una spugna, una scopa simile alle moderne; una gran tela ripiegata più volte ed ogni sorta di masserizie.
   Sopraccolti dalla tremenda eruzione vesuviana, gli abitanti di Ercolano fuggirono in frclla portando con sè 1 penati e gli oggetti più cari e preziosi e lasciando nella sepolta città tulio ciò clic siamo venuti diiiuiiierando e che fu tratto in luce dopo ben diciotto secoli!
   Casa dello Scheletro. — Cosidetla perchè vi si rinvenne nel secondo piano 11110 scheletro umano con a fianco un vaso di bronzo, nel quale erano 111 orniti! d'oro e ili argento. Un'antiporta con una stanza per il servo, intrometteva in un atrio toscano. A sinistra, un triclinio pei banchetti od una aiuola poi fiori; a destra alcune stanze da letto ed un corridoio clic conduceva ad una satolla pei
   31 — La Patri», voi. IV.