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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Napoli
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 450

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Quarta — Italia Meridionale
   Fig. 91. — Napoli : Chiesa
   Nella lunetta sopra la porta principale della chiesa, fresco grottesco guasto, attribuito a Co-lantonio del Fiore e nella sacrestia in due tavole bislunghe e su fondo d'oro, San Michele Arcangelo e Sani'Andrea Apostolo, che alcuni vogliono di Angiolillo Boccadirame ed altri del Buoni.
   La porta laterale che apresi in via San Biagio de' Librai è decorata di rabeschi in rilievo ed ha sopra una buona statua di San Michele.
   Sant'Agnello Maggiore. — Detta comunemente Sani'Agnello a Capo-Napoli, perché situata sopra una collinetta che domina Napoli nel largo Sant'Agnello, non lungi dal Museo; fu fondata nel 4519 sopra una chiesetta di Santa Maria Intercede del VI secolo da Gian Maria Poderico, arcivescovo di Taranto. Il quale sul sepolcro di Sant'Agnello fece innalzare il bellissimo aitar maggiore tutto in marmo, ricco di bassorilievi della Passione e dei fatti della Vita del Santo, con la Vergine a mezzorilievo adorala da Sant'Agnello
   di Santa Trinità Maggiore.
   e da Sant'Eusebio che le presenta l'arcivescovo Poderico ginocchioni, opera lodatissima di Gerolamo Santacroce. La chiesa fu governata da un abate con una canonica di preti, finché Leone X la diede ai canonici regolari del Salvatore, i quali la tennero sino al 1808.
   Nella navata grande sonvi otto cappelle ornale di pilastri e cornicioni marmorei, e nella seconda a destra é da vedere il San Carlo Borromeo, di Carlo Sellitto, pregevole per effetto della luce e sul muro allato la Vergine col Putto e varii Santi, uno dei migliori dipinti di Pietro Negroni, calabrese (154-5). L'ultima cappella (Lettieri) a destra ha all'aliare in mezzorrlievo la Madonna delle Grazie con le Anime purganti, di Domenico d'Auria. La cappelletti dopo il monumento di Sant'Agnello merita particolare attenzione, così per l'architettura e la ricchezza dei marmi, come perla bella statua di Santa Dorolea, di Giovanni daNola. L'altare fu fatto costruire da due